La musicoterapia non è solo una terapia a base di musica, ma molto di più. Scopriamo in cosa consiste e quali sono i benefici.

Anche se molti sono scettici, la musicoterapia ha tantissimi benefici. Nello specifico, in cosa consiste? Scopriamo insieme quando e perché la melodia può aiutare le persone a ritrovare il proprio benessere psicofisico, nonché la figura specializzata che può utilizzare questo metodo.

Musicoterapia: cos’è e come funziona

La terapia musicale prevede l’utilizzo della musica o degli elementi ad essa connessi, ovvero suono, ritmo, melodia e armonia, al fine educativo e riabilitativo. La musicoterapia, per definizione, serve a “facilitare e favorire la comunicazione, la relazione, l’apprendimento, la motricità, l’espressione, l’organizzazione e altri rilevanti obiettivi terapeutici“. Il suo scopo è “soddisfare le necessità fisiche, emozionali, mentali, sociali e cognitive” dell’individuo.

Questo percorso, ovviamente, prevede la figura di una persona specializzata, ovvero un musicoterapeuta, che si rivolge a un singolo utente o a un gruppo di soggetti. Le sue competenze, oltre che musicali, devono essere mediche e psicologiche. Il terapeuta, quindi, utilizza suoni e melodie per scoprire come possono agire sugli stati d’animo e sulle emozioni dei pazienti. La terapia musicale può essere impiegata, ad esempio, a scuola, nelle donne in gravidanza, in psicoterapia e nei reparti ospedalieri più delicati. A seconda dei casi, le modalità di approccio di questa disciplina sono diverse e possono comprendere attività come l’ascolto di brani, l’esecuzione con strumenti, la libera improvvisazione, il canto, la danza o il movimento.

10 ricette DETOX per rimetterti in forma

suonare chitarra musica strumento

Musicoterapia: musica con terapia o terapia con musica

Fin dall’antichità, il rapporto tra musica e corpo è stato oggetto di interesse. Con lo sviluppo della medicina moderna, poi, si è cercato di approfondire le potenzialità curative dell’ascolto o della produzione di melodie. Ad oggi, la musicoterpia, anche se il musicoterapista non è una figura professionale riconosciuta dalla legge, è spesso associata con successo alle terapie psichiatriche. Non solo, alcuni studi scientifici hanno dimostrato che l’utilizzo della musica può aiutare molto i bambini con disturbi dello spettro autistico.

Le canzoni, quindi, permettono al paziente di esprimere e comunicare le emozioni, i sentimenti e gli stati d’animo attraverso il linguaggio non verbale. Inoltre, possono essere utilizzate anche nel percorso di riabilitazione neurologica dopo un ictus oppure per placare uno stato d’ansia dovuto a gravi malattie cardiache e polmonari. La musicoterapia può essere attiva o recettiva. Nel primo caso l’interazione tra terapeuta e paziente avviene tramite la produzione diretta di suoni, utilizzando la voce, gli strumenti musicali o dei semplici oggetti. Il secondo, invece, si basa sull’ascolto di brani musicali, ai quali il soggetto in ‘cura’ deve dare una propria elaborazione.


Olimpiadi di Tokyo 2020, dove vederle: ecco tutti i canali che trasmetteranno i Giochi Olimpici

Generazione zeta: cosa significa e in cosa si differenzia dalle altre