Sgarbi, addio dopo la malattia: è morto il suo storico “maggiordomo”

Sgarbi, addio dopo la malattia: è morto il suo storico “maggiordomo”

Lutto per Vittorio Sgarbi: è morto dopo la malattia lo storico “maggiordomo” di Sgarbi Quotidiani, Abramo Orlandini.

Dopo l’addio alla “regina” della Rai, un’altra notizia di lutto scuote il mondo dello spettacolo. Questa volta a essere colpito è Vittorio Sgarbi, che perde una delle persone con cui ha condiviso una delle esperienze televisive più note della sua carriera. È morto Abramo Orlandini, attore e storico “maggiordomo” di Sgarbi Quotidiani.

Lutto per Vittorio Sgarbi: morto il “maggiordomo” dopo la malattia

Abramo Orlandini si è spento all’età di 65 anni dopo il peggioramento delle sue condizioni di salute. L’attore era stato ricoverato all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia per una polmonite, sopraggiunta in un periodo già delicato dal punto di vista fisico.

Negli ultimi tempi, infatti, viveva presso la casa di riposo Omozzoli Parisetti della città emiliana, dove le sue condizioni erano progressivamente peggiorate. Il suo volto è rimasto legato soprattutto alla televisione degli Anni Novanta, quando entrò a far parte del programma Sgarbi Quotidiani, affiancando Vittorio Sgarbi nel ruolo di maggiordomo-assistente.

Era lui ad accompagnare spesso l’inizio delle puntate, introducendo gli argomenti affrontati dal critico d’arte e diventando, con il tempo, una presenza familiare per il pubblico.

La carriera di Abramo Orlandini tra cinema e televisione

Lo stesso Vittorio Sgarbi aveva ricordato il loro primo incontro con queste parole: “L’ho incontrato a Reggio Emilia, Abramo Orlandini, ma prima l’avevo visto al cinema. Perché Orlandini è un grande attore e viene direttamente da un film di Fellini. Dicono che non ti tratto come una persona“.

Infatti, prima della popolarità nel piccolo schermo, Abramo Orlandini aveva costruito un percorso nel mondo del cinema lavorando al fianco di alcuni tra i più importanti registi italiani e internazionali. Fu Pupi Avati a offrirgli la prima occasione davanti alla macchina da presa. In seguito arrivarono collaborazioni con Nanni Moretti, Terry Gilliam, Dino Risi e Federico Fellini, autore con cui prese parte a diverse produzioni cinematografiche.

Parallelamente non aveva mai interrotto il rapporto con la sua Reggio Emilia, città nella quale era nato e dove aveva lavorato anche nell’edicola di famiglia. Proprio nella capitale, mentre gestiva un’edicola nei pressi del Parlamento, nacque il rapporto con il critico d’arte destinato poi a trasformarsi nella fortunata collaborazione televisiva che lo avrebbe fatto conoscere al grande pubblico.