Aiuta, non giudica, garantisce nuove informazioni che altrimenti non avremmo: un bff, sul lavoro, è un grande vantaggio che permette di rendere al massimo. Sarà vero?

A dirlo è la famosa società americana Gallup, che si occupa di analisi e di consulenza: avere un bff, ovvero un migliore amico, direttamente sul posto di lavoro porta a migliori prestazioni. Saranno tutti d’accordo? Il dibattito è assicurato, dal momento che, stando alle ricerche, solo il 20 per cento dei lavoratori ha dichiarato di trovare un simile appoggio.

Ma scopriamone di più e vediamo quali possono essere i vantaggi!

Un bff è una miniera di informazioni

Secondo David Burkus, autore di “Friend of e Friend” apparso nella Harvard Business Review: “Quei dipendenti che hanno amici intimi sul posto lavoro di solito risultano di umore migliore rispetto agli altri”. Non solo, prosegue Burkus: “Se si hanno degli amici in azienda, risulta molto più facile chiedere aiuto, perché non si teme di venire giudicati. E in più poter avvalersi di confidenti veri consente di venire a conoscenza di informazioni via canali informali che, altrimenti, non si potrebbero ottenere”.

Mette in guardia ma sottolinea l’aspetto vincente del sapere dosare le due tipologie di rapporto Jessica Methot, professoressa associata di gestione delle risorse umane della Rutgers University. Su questi rapporti multiplex, Methot commenta: “Sono relazioni che possono rivelarsi preziose, perché i dipendenti che tengono più relazioni multiplex ricevono, alla fine, anche migliori valutazioni da parte dei loro superiori”. E pensare che c’è qualcuno come il duo Arteteca che ad amicizia e lavoro unisce l’amore nella vita.

Amici a lavoro
Amici a lavoro

Per i contrari, l’amicizia “scuote” l’azienda

La nuova posizione si scontra con ricerche precedenti. Basti pensare a quanto pubblicato, qualche tempo fa, sul “New York Times” e che approfondita la questione seconda la quale mischiare i nostri rapporti professionali con rapporti di tipo affettivo finisce con il creare disequilibrio, per i singoli ma soprattutto per l’azienda.

Tra i perplessi, c’è Patricia Sias, ricercatrice dell’Università dell’Arizona, che ha raccontato proprio quanto lo scontro sul posto di lavoro abbia rotto un’amicizia tra due cari amici. Il motivo? Gli amici in questione non hanno saputo gestire l’ambito amicale e scinderlo da quello lavorativo. Uno considerava più importante il primo, l’altro il secondo. E così a rompersi sono stati entrambe i legami. Insomma, ci vuole accortezza.


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