Chi è Matilde d’Errico

Autrice televisiva, giornalista televisiva e regista, lavora per molti maggiori network televisivi.

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Matilde D’Errico nasce Venosa, in provincia di Potenza, nel 1971. Dopo la laurea in giurisprudenza presso La Sapienza di Roma, frequenta il corso Rai per sceneggiatori di cinema e fiction e un workshop in tecniche narrative presso la Scuola Holden di Alessandro Baricco.

Chi è Matilde d’Errico

È giornalista pubblicista e ha collaborato con l’università di Siena per il corso di “tecniche di scrittura televisiva”. Molto attiva come free-lance per case di produzione e network televisivi, si attiva molto in progetti di auto-produzione.

Autrice televisiva e regista, insieme a Maurizio Iannelli ha creato la trasmissione “Amore criminale” in onda da quindici anni su Rai Tre. È tra i fondatori della Bastoggi Docu&Fiction. Dal maggio 2016 è autore e regista della trasmissione “Frontiere” con Franco Di Mare; in onda su Rai 1 il venerdì sera in seconda serata. Nel 2014 pubblica il libro “L’amore criminale”, per Einaudi.  Nel libro racconta quello che ha visto nelle tante storie da lei incrociate durante la sua esperienza, delle donne da lei conosciute durante le sue indagini, degli uomini che ha avvicinato, con le loro paure e devastazioni.

Nel libro ci aiuta ad accostarci al fenomeno, purtroppo in crescita, della violenza sulle donne. Nel 2008 Matilde D’Errico ha cominciato a far emergere il dramma della violenza sulle donne nella trasmissione televisiva Amore criminale.

“Le vittime del femminicidio muoiono per la rabbia, la gelosia, l’orgoglio degli uomini. Ma soprattutto muoiono perché sono donne, ancora troppo spesso silenziose, educate a una folle rassegnazione che non le spinge a denunciare chi abusa di loro. In sei anni ha portato sullo schermo centinaia di storie vere – storie di vittime soprattutto, ma anche di chi, nonostante gli abusi, ce l’ha fatta – sempre senza morbosità, senza retorica. Ed è cosí, con la stessa misura, che ne racconta alcune nell’omonimo libro edito da Super et Opera Viva, dove a parlare, nella loro drammaticità, sono semplicemente i fatti”.

Foto copertina: Facebook