Massimo Giletti, presentando la nuova edizione di Non è l’arena, spiega il motivo per cui il programma non andrà più in onda di domenica.

La nuova stagione di Non è l’arena è pronta a fare il debutto mercoledì 29 settembre, un giorno insolito per il programma condotto da Massimo Giletti, che solitamente andava in onda di domenica. “Al mercoledì, il programma durerà un’ora in meno rispetto alla precedente collocazione domenicale e con lo stesso staff potremo lavorare più approfonditamente per le nostre inchieste specifiche, sul campo” ha spiegato Giletti.

Interpellato sui motivi che l’hanno portato a cambiare il giorno per la trasmissione, ha dichiarato: “Sono eretico e masochista. Io posso avere in cambio la vanagloria dell’immagine. Chi lavora per me, invece, ha sacrificato sabati e domeniche. Io devo tenere conto anche di queste grida. Poi, magari, l’anno prossimo torniamo di domenica”. L’obiettivo è quello di raggiungere il 5% di share.

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La critica alla Rai e a chi lo definisce populista

“In Rai è impossibile fare questo tipo di lavoro perché le pressioni sono troppo alte” rivela Massimo Giletti, riferendosi al tipo di inchiesta che sta affrontando su La7 a Non è l’arena. “Un giorno, il direttore generale Rai mi convocò, mi chiamò alle 8, e mi disse: “Lei mi deve spiegare se è di destra o di sinistra“. Noi non guardiamo chi è di destra o chi è di sinistra ma si deve resistere a delle pressioni. Fare il mio programma in un’azienda di Stato è difficile”.

Dopodiché ha voluto riservare qualche parole per coloro che definiscono il suo programma populista a causa dei toni con cui vengono affrontati certi temi. “Se volete etichettarmi, piuttosto, datemi dell’eretico. Io sono uno che va alla ricerca della verità” si difende il conduttore. “Abbiamo fatto delle inchieste che nessuno ha voluto fare. Questo è populismo? Abbiamo fatto battaglie vere. E queste battaglie sono populismo? È ingiusto che mi si venga a dare del populista. La nostra forza è combattere e andare avanti”.

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ultimo aggiornamento: 29-09-2021


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