Marina Ripa di Meana si difende dalle dure accuse

Sembra che il profilo Twitter di Marina Ripa di Meana sia stato hackerato: nella sua pagina sono comparsi video e foto pornografiche

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Secondo quanto riporta Dagospia se si scorre la pagina Twitter di Marina Ripa di Meana si può notare come ci siano dei “Mi piace” a decine di video e foto hard di gay o “neri superdotati” e quindi questi particolati post pornografici compaiono sulla sua bacheca personale. La regina della Dolce vita si difende e dice di non essere stata lei: ”Sì, quello è il mio profilo, ma non ho mai pubblicato cose simili!”. E’ probabile che qualche hacker non abbia apprezzato le sue frasi sui gay e si sia appropriato del suo profilo.

E infine aggiunge turbata:

“Non ne so nulla, sono settimane che non lo utilizzo. Su Twitter scrivo un sacco di cose, ma questo… per carità!”.

Sappiamo bene che la tecnologia può diventare un’arma a doppio taglio e soprattutto nello specifico i social network!

Nei giorni scorsi in un’intervista pubblicata su Il Foglio, Marina Ripa di Meana aveva detto riguardo all’ultimo Gay pride romano al quale non aveva partecipato:

“Manco da qualche anno perché la manifestazione si è ridotta a una baracconata a metà tra il ridicolo e il grottesco. Non vi è più nulla di trasgressivo, è un tripudio di conformismo”.

E riguardo all’islam e al mondo gay aveva aggiunto:

“Sappiamo dalla notte dei tempi che l’islam discrimina gay e donne. Il Corano è esplicito. Ma è più comodo prendersela con l’omofobia occidentale piuttosto che ammettere che c’è un gigantesco problema con l’islam. Il mondo gay si allinea al politicamente corretto crogiolandosi in un vittimismo compassionevole al solo scopo di ottenere privilegi per legge”.

Di sicuro i gay non saranno felici di queste parole:

“Che vuole che me ne importi. Fanno i perseguitati, non si sa da chi. Qualcuno avrà pure sofferto da piccolo ma in tutte le famiglie si celano storie di dolore, non esistono famiglie felici. E al giorno d’oggi è meglio nascere gay che perdere prematuramente un genitore. In un paesino è più difficile vivere la propria omosessualità, d’accordo, ma io conosco fior di intellettuali, registi, premi Nobel apertamente gay che hanno ricevuto soddisfazioni e gioie dalla vita”.