Non solo Eriksen, nella storia del calcio è, purtroppo, sono tanti i casi di malori in campo avuti dai giocatori.

Il malore accusato da Christian Eriksen durante Danimarca-Finlandia agli Europei ha fatto trattenere il fiato a tutto il mondo del calcio (ma non solo). Fortunatamente il centrocampista danese è riuscito a riprendersi e il dramma non si è trasformato in tragedia. Purtroppo non è stata la prima volta che un calciatore, durante una partita, è crollato in campo a causa di un malore, in alcuni casi il malore è stato però fatale: anche in Italia ne sappiamo qualcosa.

Malori in campo: i calciatori che si sono ripresi

Uno dei casi divenuti più celebri è quello di Lionello Manfredonia. Il 30 dicembre del 1989, durante una partita tra la sua Roma e il Bologna giocata con -5 gradi, l’ex centrocampista giallorosso fu vittima di un arresto cardiaco. Fortunatamente riuscì a riprendersi del tutto, anche se fu costretto a lasciare il calcio giocato.

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Lionello Manfredonia
Fonte foto: https://www.instagram.com/liomanfr/?hl=it

Può definirsi un miracolato Fabrice Muamba. L’ex centrocampista del Bolton, durante una partita nel 2012 contro il Tottenham, fu vittima di un arresto cardiaco: il suo cuore smise di battere per ben 78 minuti, dopo la quindicesima scarica del defibrillatore, quando sembravano non esserci più speranze, finalmente il battito è tornato. Muamba si è poi ripreso.

Malori in campo: i calciatori morti

Sono purtroppo di più i casi di calciatori meno fortunati di Christian Eriksen vittime di arresti cardiaci il cui cuore non ha più ripreso a battere. Il 30 ottobre del 1977, durante Perugia-Juventus, il centrocampista della squadra di casa, Renato Curi, si accosciò improvvisamente al suolo: poco dopo morì per arresto cardiaco ad appena 24 anni.

Una tragedia in campo avvenne anche nel 2003, durante la partita Camerun-Colombia della Confenderations Cup. Marc-Vivien Foè, centrocampista della nazionale africana, al 72′ della partita cadde a terra colpito da un malore. I tentativi di rianimazione durarono un’ora ma furono purtroppo inutile.

Nel 2004, nei minuti conclusivi di Vitoria Guimares-Benfica, l’ungherese Miklos Feher (autore poco prima dell’assist per il gol dello 0-1 del suo Benfica) cadde al suolo all’improvviso: è morto poco dopo all’ospedale di Guimares.

Un’altra tragedia si è verificata quattro anni dopo, nel 2007, in Spagna, quando a perdere la vita fu il centrocampista del Siviglia Antonio Puerta. Durante la partita contro il Getafe il suo cuore all’improvviso si fermò: fu immediatamente soccorso e sembrò riprendersi, tanto che lasciò il campo camminando sulle sue gambe. Negli spogliatoi ebbe altri cinque arresti cardiaci, fu trasportato in ospedale ma tre giorni dopo, il 28 agosto, morì.

Il 14 aprile 2012, durante la partita del campionato di serie B tra Pescara e Livorno, il centrocampista della squadra ospite Piermario Morosini fu colpito da un arresto cardiaco, morì poche ore dopo in ospedale. Il calciatore avrebbe forse potuto essere salvato se i soccorritori allo stadio avessero utilizzato un defibrillatore.


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