Le controindicazioni del platano

Un frutto nutriente e zuccherino, da mangiare a piccole dosi

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Le controindicazioni del platano derivano dal suo consistente apporto calorico, dai carboidrati e dagli zuccheri che contiene.

Ottimo per celiaci, un po’ meno per i diabetici

Con le farine derivate dai platani verdi in Brasile (dove questo frutto è estremamente diffuso e a buon mercato) sono state messe a punto delle paste gluten free molto economiche. Questo perché il platano è molto ben tollerato da chi soffre di celiachia e può essere un valido sostituto a pane, pasta e farinacei.
Nei platani maturi la gran quantità di carboidrati presenti nel frutto(circa 33 grammi su 100) si è trasformata in zuccheri. Questo rende i platani neri, cioè quelli all’apice della maturazione, adatti ad essere consumati crudi ed estremamente adatti a preparazioni dolciarie. Per questo motivo tuttavia i platani sono sconsigliati a chi ha necessità di seguire una dieta povera di zuccheri e, naturalmente, per chi soffre di diabete.

Le controindicazioni del platano

Da acerbo il platano ha buone proprietà astringenti e depurative: viene utilizzato infatti per contrastare infezioni e irritazioni dell’apparato intestinale e per reintegrare sali minerali persi a causa di una defecazione prolungata o scorretta.
Il platano acerbo, cioè di colore verde o giallo intenso, è quello che più facilmente si trova in commercio al di fuori dei paesi produttori, poiché i frutti acerbi resistono meglio ai lunghi viaggi transoceanici. Mangiarne in quantità eccessive può portare a fenomeni di stipsi anche prolungata, soprattutto in soggetti predisposti.
Esattamente come la banana e tutti i frutti molto nutrienti, il platano va consumato a piccole dosi perché apporta, per esempio, il doppio delle calorie della mela e il quadruplo dell’arancia, inoltre un terzo del suo peso è formato da carboidrati.
Per queste sue caratteristiche è considerato nelle regioni tropicali al pari del nostro pane e delle nostre patate.