Qual è il significato de La locomotiva di Francesco Guccini? La canzone, non nata come ‘slogan’ politico, racconta una storia vera.
La discografia di Francesco Guccini, cantautore scomparso il 6 agosto 2026, è ampia, ma tra le sue canzoni più amate c’è sicuramente La locomotiva. E’ con questo brano che l’artista, quasi sempre, concludeva i suoi concerti. Scopriamo il significato e il testo.
La locomotiva di Francesco Guccini: il significato
Uscita nel 1972, La locomotiva di Francesco Guccini era contenuta all’interno del disco Radici. Il brano, uno dei più celebri del cantautore morto il 6 agosto 2026, racconta una storia vera, quella dell’anarchico Pietro Rigosi che, sul finire dell’Ottocento, prese il comando di una locomotiva e si schiantò contro alcune vetture in sosta alla stazione di Bologna. Il significato, però, come dichiarato dallo stesso artista, non è politico. Lo è diventato, ma la canzone non è nata con questo scopo.
“I primi anni del secolo, macchinista, ferroviere
I tempi in cui si cominciava la guerra santa dei pezzenti
Sembrava il treno anch’esso un mito di progresso“.
Anche se Guccini non fa mai il nome di Rigosi, la canzone parla di lui, della sua locomotiva che aveva “la stessa forza della dinamite“, e del suo bisogno di urlare al mondo che le persone sono tutte uguali.
“Non so che cosa accadde, perché prese la decisione
Forse una rabbia antica, generazioni senza nome
Che urlarono vendetta, gli accecarono il cuore
Dimenticò pietà, scordò la sua bontà“.
Il cantautore, così come fece lo stesso Rigoni uscito miracolosamente indenne dall’incidente, non spiega il perché del gesto. Si limita a raccontare i fatti e ad analizzare il periodo storico. Scritta in brevissimo tempo, subito dopo l’uscita La locomotiva si è trasformata in una canzone politica, in un inno della sinistra. Intervistato da Fanpage, Guccini aveva sottolineato:
“Questa non è una canzone politica, ma una canzone che è diventata politica, ma non nasce in quel modo, fa l’occhietto a un certo mondo, certo, ma nasce come canzone di ricordo anarchico della fine dell’Ottocento, di questo Rigosi. Era bello da raccontare questo fatto, una bella storia che mi è capitata per caso tra le mani… dato che con gli amici cantavamo spesso canzoni anarchiche“.
Ecco il video de La locomotiva di Francesco Guccini:
La locomotiva di Francesco Guccini: il testo della canzone
Non so che viso avesse, neppure come si chiamava
Con che voce parlasse, con quale voce poi cantava
Quanti anni avesse visto allora, di che colore i suoi capelli…
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