Kathy neo mamma cieca vede figlio per la prima volta grazie alla tecnologia

Kathy madre canadese non vedente dalla tenera età di undici anni, ora è riuscita a vedere il proprio figlio appena nato grazie ad una speciale e sofisticata tecnologia di ultima generazione

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Kathy Beitz è una giovane donna di ventinove anni originaria dell’Ontario, che ha perso la vista tragicamente a 11 anni a causa della sindrome di Stargardt, una malattia ereditaria rara che colpisce la retina. La malattia è degenerativa e comporta la perdita completa della vista.

Una vita difficile e sicuramente piena di momenti dolorosi quella di Kathy, che nonostante tutto ha scelto di non arrendersi. Ha scelto la vita. Ha scelto di vivere una vita piena nonostante il suo problema. La donna è riuscita a trovare il coraggio di vivere al meglio la sua vita tanto da conoscere suo marito e perseguire come tante il desiderio di diventare madre.

Kathy ha potuto miracolosamente guardare il suo piccolo per mezzo degli speciali occhiali “eSight”. Questa tecnologia integra una videocamera, un display e un sistema computerizzato in grado di avere una ripresa a 360°.

Le immagini dell’ambiente circostante vengono mostrate in tempo reale a chi indossa la montatura.

“E’ davvero una sensazione meravigliosa”

Questo il commento ricco di emozione della neo mamma che mentre stringe il suo piccolo Aksel tra le braccia. E continua

“Vedere mio marito con in braccio nostro figlio è una cosa eccezionale“

Il sistema innovativo è stato progettato e realizzato in Canada e costa 15mila dollari. Dunque molto costoso come volevasi dimostrare. Finora ne hanno usufruito 145 persone in tutto il nord America, precisamente 130 in Canada e 15 negli Stati Uniti.

Insomma il miracolo non è per tutti, ma solo per coloro che possono permetterselo. Economicamente intendiamoci.

Ci auguriamo che la tecnologia e soprattutto se di questo genere, possa essere un qualcosa non riservato a pochi ma piuttosto un diritto di tutti. Tutti hanno diritto seppur in circostanze sfortunate a migliorare la propria vita dal punto di vista qualitativo.

Dobbiamo garantire che il sogno realizzato di Kathy possa essere il nuovo sogno realizzato delle mamme di domani affette da questo o da altri ostacoli. Dobbiamo garantire a tutti il diritto alla felicità.