L'Infinito di Leopardi compie 200 anni: storia della poesia

L’Infinito di Giacomo Leopardi compie 200 anni (ma è ancora attuale)

Una delle poesie più evocative della letteratura italiana, L’Infinito di Giacomo Leopardi, compie 200 anni. Storia di uno dei capolavori del poeta di Recanati.

Una poesia raffinata, evocativa, ricca di significati profondi della storia italiana nel 2019 compie 200 anni. È L’Infinito di Giacomo Leopardi, un testo scritto quando il poeta di Recanati aveva solo 20 anni. I versi dell’autore risuonano tra i banchi di tutte le scuole d’Italia: molti gli studenti che hanno dovuto imparare a memoria il testo e farne l’analisi e la parafrasi.

Sono passati due secoli, eppure i giovanissimi, ma anche i meno giovani, ricordano ancora alla perfezione i versi della nota poesia scritta nel lontano 1819. Versi che, in alcuni casi, si utilizzano anche nel parlato contemporaneo.

L’Infinito, la poesia leopardiana per eccellenza

La poesia L’Infinito di Leopardi è stata scritta nel 1819, quando l’autore era giovanissimo. Aveva solo 20 anni quando ha messo nero su bianco il testo, che è diventato il simbolo della sua intera opera di scrittore. Una delle liriche più belle di sempre, una delle più ricordate e amate, una delle più importanti e significative.

Poesia L'Infinito di Leopardi
Fonte foto:https://www.facebook.com/GiacomoLeopardii/photos/a.10151463223379703/10151463351349703/

L’Infinito si propone al pubblico come un testo semplice eppur ricco di scenari e significati. I versi ruotano attorno a spazi cari al poeta e a molteplici stati d’animo. Ogni uomo di ogni momento storico può apprezzare le parole dell’autore, restandone affascinato per la rapidità di espressione e per la forza impattante. È una poesia che compie nel 2019 compie 200 anni ma che sembra essere scritta oggi.

Un testo festeggiato con gioia in Italia e nel resto del mondo il 21 marzo, giornata mondiale della poesia.

Si perde nell’infinito l’autore così come si perde, o vorrebbe perdersi, l’uomo contemporaneo. Negli ‘interminati spazi’, nei ‘sovraumani silenzi’, nella ‘profondissima quiete’ così lontana dalla nostra società frenetica.

L’infinito di Leopardi: il testo

Comparso per la prima volta al pubblico nel 1825 sul Nuovo Raccoglitore, in seguito è stato inserito nell’edizione dei Versi del conte Giacomo Leopardi nel 1826 e, successivamente, nei Canti del 1831. Riportiamo qui il testo della poesia L’Infinito di Giacomo Leopardi:

Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare.

Fonte foto: https://www.facebook.com/GiacomoLeopardii/

ultimo aggiornamento: 27-05-2019

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