Indice di riparabilità: cos’è e qual è la sua importanza per capire se un dispositivo elettronico può essere riparato e con quale spesa.

Una delle più grandi novità del 2021, in Francia, è stata l’introduzione del cosiddetto indice di riparabilità. Di cosa si tratta? Di un elemento che permette di avere un’informazione in più per scegliere se riparare o cambiare il proprio smartphone o un altro dispositivo elettronico. Ecco qual è il suo significato e come funziona.

Indice di riparabilità: cos’è

L’indice è una semplice scala di valori da 0 a 10 che ci aiuta a capire se un dispositivo elettronico è facilmente riparabile a basso costo o se è ha un danno talmente importante da consigliare lo smaltimento del dispositivo e la sua sostituzione.

guanti touch screen smartphone
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La scala di valori da 0 a 10 fa riferimento, ad esempio, alla facilità o meno di smontaggio dovuta all’utilizzo di colla, viti e così via, ma anche alla disponibilità di pezzi di ricambio e il loro costo in relazione all’acquisto. Come funziona la scala? Si parte dallo 0, contrassegnato dal colore rosso: in questo caso il dispositivo non è riparabile. Gradualmente si arriva al 10, colore verde: riparare il dispositivo è non solo facile ma anche economico.

Indice di riparabilità: significato e importanza

L’indice in Francia sarà disponibile inizialmente per smartphone, computer, televisori e altri dispositivi venduti online e negozi, per poi progressivamente generalizzarsi ad altre categorie di prodotti, fino ad arrivare, dal 1° gennaio 2021, a un più ampio indice di sostenibilità che includerà altri criteri, come l’affidabilità, la solidità e la longevità di un prodotto.

Si tratta di indicazioni importantissime per i cittadini, perché permetteranno non solo di prolungare la vita di dispositivi facilmente riparabili, ma anche di ridurre l’impatto ambientale di un continuo ricambio di dispositivi. Inoltre, può servire anche a ‘combattere’ la cosiddetta obsolescenza programmata, secondo cui alcuni prodotti vengono venduti dalle aziende con un tempo di vita limitato per diversi motivi, in modo di favorire un continuo ricambio. Anche per questo l’esempio della Francia potrebbe essere seguito nei prossimi anni anche da altri paesi dell’Unione europea.


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