La visione del film “La scuola cattolica”, che riprende i fatti del delitto del Circeo, è stata vietato ai minorenni su indicazione della Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche.

La scuola cattolica‘ è un film di Stefano Mordini che riprende gli eventi del delitto del Circeo, e si ispira dal romanzo vincitore del Premio Strega Edoardo Albinati. Quest’ultimo fu infatti compagno di scuola degli aguzzini che nella notte tra 29 e il 30 settembre del 1975 violentarono per 36 ore Rosaria Lopez e Donatella Colasanti, causando la morte della prima e a un trauma insuperabile alla seconda. La data di esordio nelle sale è prevista per il 7 di ottobre, ma la Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche, incaricata dalla Direzione generale Cinema e audiovisivo del ministero della Cultura, ha deciso di vietarne la visione ai minorenni.

“I protagonisti della vicenda pur partendo da situazioni sociali diverse, finiscono per apparire tutti incapaci di comprendere la situazione in cui si trovano coinvolti” spiega la Commissione. “Questa lettura che appare dalle immagini, assai violente negli ultimi venti minuti, viene preceduta nella prima parte del film, da una scena in cui un professore, soffermandosi su un dipinto in cui Cristo viene flagellato, fornisce assieme ai ragazzi, tra i quali gli omicidi del Circeo, un’interpretazione in cui gli stessi, Gesù Cristo e i flagellanti vengono sostanzialmente messi sullo stesso piano. Per tutte le ragioni sopracitate la Commissione a maggioranza ritiene che il film non sia adatto ai minori di anni diciotto”.

Il regista Mordini, tuttavia, non è affatto d’accordo con questa interpretazione de ‘La scuola cattolica’. “Nella motivazione della commissione censura si lamenta il fatto che le vittime e i carnefici siano equiparati, con particolare riferimento a una lezione di un professore di religione, ma questo è esattamente il contrario di quello che racconta il film, e cioè che, provenendo dalla stessa cultura, è sempre possibile compiere una scelta e non deviare verso il male” spiega il regista. “Trovo assurdo che oggi si vieti ai ragazzi anche solo di vedere, attraverso un libero mezzo di espressione, quello che due ragazze come loro anni fa hanno subito, questo atto censorio priva una generazione di una possibile presa di coscienza che potrebbe essere loro utile per difendersi da quella violenza spesso protagonista nella nostra cronaca.  E questo perché alcune delle ragioni di quella tragedia sono purtroppo ancora attuali“.

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ultimo aggiornamento: 06-10-2021


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