Fiera e battagliera in politica e nella vita: ecco chi è Emma Bonino

Emma Bonino è stata leader del partito Radicale, sempre in lotta in prima linea per i diritti umani: ha sconfitto un tumore al polmone e non si è mai sposata

Se Newsweek ha inserito Emma Bonino nella lista delle 150 donne che hanno cambiato il mondo, un motivo ci sarà. Sarà la scorza piemontese, il fatto la donna simbolo in assoluto della lotta per i diritti non ha mai ceduto di un centimetro, portando avanti le sue idee. Si è impegnata in prima persona, scendendo in campo quando ancora non aveva compiuto trent’anni. E nella vita ha anche superato momenti difficili, come quelli legati alla malattia. Nata a Bra il 9 marzo del 1948 sotto il segno dei Pesci, Emma Bonino si è laureata alla Bocconi nel 1972. Ma scopriamo qualcosa in più su di lei

Emma Bonino: la vita privata

Tanto battagliera quanto riservata nel suo privato. Emma Bonino non si è mai sposata ma ha avuto due relazioni con altrettanti compagni di partito, militanti dei radicali, Marcello Crivellini e Roberto Cicciomessere.

Solo nel 2006 ha svelato di aver avuto in affidamento due bambine negli anni ’70: Aurora e Rugiada.

A proposito di bambini: Emma Bonino ha dichiarato di essersi avvicinata al partito radicale, che poi è stato il suo habitat tutta una vita, per colpa di un ginecologo. Ebbene sì, a 27 anni rimase incinta e un ginecologo le chiese un milione di lire per abortire, lei lo fece altrove, a Firenze.

Dopo quella esperienza venne a conoscenza dell’esistenza di un centro per la sterilizzazione e l’aborto, presso il partito radicale. Il resto è storia: dall’incontro con Pannella all’impegno politico.

Emma Bonino: il tumore scoperto nel 2015

Il 12 gennaio del 2015, direttamente da Radio Radicale, annuncia di avere un cancro al polmone. Pochi mesi dopo, sempre dallo stesso luogo, parlerà di esami che “evidenziano una disapparizione di ogni evidenza di cancro”, annunciando però altri cicli di chemioterapia.

Emma Bonino
Emma Bonino

Emma Bonino: curiosità

– Emma Bonino è stata arrestata quattro volte. Una in Italia, nell’epoca – erano gli anni ’70 – in cui si spendeva in prima persona per le donne e per il diritto all’aborto.

La seconda invece a Varsavia nel 1987, quando aveva protestato contro il regime di Jaruzelski. Pochi anni dopo altro arresto, stavolta a New York: in quel caso aveva protestato contro la legge americana che precede una prescrizione da parte del medico per la vendita di siringhe. Durante la contestazione aveva distribuito siringhe monouso.

Altro arresto in Kurdistan e Afghanistan, quando aveva denunciato il regime dei Talebani.

– Nel 2015  è stata nominata Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana.

ultimo aggiornamento: 08-11-2018

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