Elisabetta Rossi si confida ancora con il progetto #VoceDonna: “Il 2020 doveva essere il mio anno! Ho ridotto l’orario di lavoro per inseguire il mio sogno di modella… poi è arrivato il Covid”!

Buongiorno giornooo Donne!

Vi ricordate di me? Sono Elisabetta Rossi e sono felice che vi sia piaciuto molto il mio primo articolo: vi ho svelato due “segreti” che hanno segnato la persona che sono oggi. La redazione di Donna Glamour mi ha ricontattato per scriverne un altro e beh… perché rifiutare? Ho molte altre cose da raccontarvi. Iniziamo subito!

Il 2020 doveva essere il mio anno!

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Elisabetta Rossi
Elisabetta Rossi foto di Danilo Franco

Sapevate che il 2020 doveva essere il mio anno? Ebbene sì, pensate che ho ridotto gli orari dal 60% al 20% del mio lavoro da impiegata, ero specializzata in “scalda sedie per 8 ore di seguito“. Tutto questo per lanciarmi completamente nel mio mondo ideale, non vedevo l’ora di uscire dalla mia comfort zone. Ovvero essere una modella professionista e freelance. Non ho eseguito nessun corso di portamento, posa fotografica oppure creare da zero un nuovo book fotografico ma stavano iniziando a notarmi, perché:

1) Grazie a mamma e papà per aver dato la possibilità di creare una Elisabetta Rossi con personalità, coraggiosa, soprattutto diretta e senza filtri (per molti sono difettosa, non è piacevole avere un’amica che dice tutto quello che pensa, ma scusate è più forte di me!)

2) Nel 2019 ero già stata in contatto con grandi professionisti e avevo già creato un potenziale portfolio e qualche notevole esperienza lavorativa.

Il 2020 non poteva partire male, ero colta a braccia aperte da nuove e bellissime opportunità lavorative.

Inizio 2020 pieno di impegni… poi il Covid

Elisabetta Rossi
Elisabetta Rossi foto di Gianna Veronesi

Gennaio e Febbraio erano stati molto generosi con me, ogni settimana avevo sempre un “Mammaaa devo andare a Berlino 3 giorni, ma poi torno”, “Mamma, ma ti avevo detto che devo fermarmi due notti e Firenze domani? Scusa, ma poi devo poi andarci di nuovo la prossima settimana, ma non dormo via stavolta!”, “Come Roma??No no, devo andare a Verona, ma torno eh!”.

Due mesi a pianificare avventure, gestire al meglio gli imprevisti e problemi tecnici. Cosa intendo con “problemi tecnici”? La fatica e forza di volontà di ascoltare, non una, ma ben 4 volte un audio di 3 minuti da parte di qualsiasi cliente. Non vi avevo detto che sono sorda? Non importa, continuate a mandarmi gli audio e a forza di ascoltarvi, per non perdere neanche un termine, potrei aprire un call center! Ahh che bello e non sto scherzando, mi piace davvero questo lavoro nuovo e strano! E chiedo scusa di non essere stata presente a compleanni di alcuni miei cari amici.

Poi… Toc Toc!  “Chi è?”, chiesi io, “Ciao! Sono Coronavirus e devi stare chiusa in casa per mhhh, facciamo ben 4mesi”. Progetti importanti andati in frantumi, la mia palestra del cuore chiusa, difficoltà di autocontrollo sul cibo, in particolare sui dolci.  In famiglia, come tutte le famiglie del mondo, abbiamo provato a diventare Masterchef, esperti di pulizie e body builder! Insomma era tutto troppo!

C’è stato un momento dove sono crollata

Elisabetta Rossi
Elisabetta Rossi foto di Gianna Veronesi

Com’è possibile che una persona come Elisabetta Rossi, viaggiatrice costante tra aeri e treni e cantante improvvisata nell’auto Pandina con i nuovi brani della radio, riesca ad uscire più forte che mai dalla Pandemia? No, non sono uscita in forma e tanto meno felice. Perdevo tempo a rifugiarmi nei social, ad ascoltare notizie negative al telegiornale anziché concentrarmi sul mio benessere mentale e fisico.

Perché non potevo spegnere il telefono per una settimana intera? Oppure trovare un’opportunità di interagire positivamente con i miei amici virtuali? Non riuscivo, non ero audace e non avevo le vibrazioni positive da trasmettere.

Mi ricordo che per tutto il mese di marzo non ero mai uscita di casa e così ad Aprile decisi di fare una “passeggiata” al supermercato. Come finì? Io ingenua e inconsapevole della situazione sono scoppiata a piangere. L’interminabile fila che di solito vedo solo durante i saldi davanti ai negozi. La paura di essere troppo vicina agli sconosciuti. Gli alpini che ci controllavano come se fossimo dei ladri. Le strade deserte come se fossimo in guerra.

La forza di rialzarsi

Elisabetta Rossi e la Pillow Challenge
Elisabetta Rossi e la Pillow Challenge

A causa delle mascherine ho dovuto crearmi una nuova abitudine: non usare solo gli occhi per sentire, ma soprattutto le orecchie. Non avete notato anche voi quanto utilizziamo gli occhi per leggere le labbra, anche se in realtà non sappiamo veramente leggerle?

A Giugno ho dovuto ripartire da capo, rifare  tutto il percorso che avevo iniziato, o meglio, ristudiare i piani per cambiare obiettivi. Perché, come si sa, dopo la pandemia niente ritorna come prima e bisogna essere coraggiosi per reinventare nuove opportunità lavorative per andare avanti.

Adesso che siamo nella seconda ondata di pandemia e no, no, no. Non sarà peggio di prima!

Sogna in grande e corri per riconquistare i tuoi sogni. Rialzati ogni volta che cadi, non piangere se le cose non ti andranno bene per la prima volta. C’è sempre un’opportunità dietro l’angolo. Continua a correre e porta rispetto alle persone che ti stanno intorno. Non conosci la loro storia. Continua a fare del bene e riceverai del bene. Un abbraccio forte e un felicissimo Natale!

La vostra Eli.

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#VoceDonna

ultimo aggiornamento: 18-12-2020


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