La Legge Zan sull’omotransfobia supera gli scogli e, finalmente, si va al voto. Respinta la sospensoria e passa la decisione di rispettare la calendarizzazione.

Sembrava impossibile, ma il DDL Zan sarà adesso discusso tra le aule di Palazzo Madama. Il Senato ha respinto la proposta di sospensiva per un solo voto (136 sì per 135 no); la proposta era quella di rinviare la discussione del decreto al 27 luglio per rivedere alcuni parti del testo che non sembrano mettere d’accordo i rappresentati dei diversi schieramenti politici. Su tutti, Matteo Salvini ha voluto dire la sua: “Senza dialogo la legge è morta”; “Questo voto dimostra chiaramente quello che diciamo da tempo, o si cambia rotta o il ddl Zan va a fondo” ha aggiunto Davide Faraone, Italia viva. Matteo Renzi dal canto suo ci ha tenuto a precisare che “I numeri sono a rischio e quindi il mio suggerimento è di fare un grande accordo perché, a voto segreto, questa legge non passa”, invocando quasi una sorta di patto politico.

Ddl Zan, gli articoli oggetto del contendere

Gli articoli “incriminati” risultano essere ancora i numeri 1, 4 e 7, gli stessi che per PD e M5s sono invece intoccabili (che riguardano la definizione di genere, la libertà di espressione e l’educazione gender nelle scuole con l’istituzione della giornata contro l’omotransfobia). Intanto l’Aula prosegue con la discussione e il 20 luglio è la deadline entro cui presentare gli emendamenti.

10 ricette DETOX per rimetterti in forma

Matteo Salvini
Matteo Salvini

Sara Pedri ginecologa scomparsa: nel giallo spuntano testimonianze choc

Cadaveri trovati nella villa in cui fu ucciso Gianni Versace: è giallo