Cosa significa zona rossa? Origine ed esempi (oltre il coronavirus)

Cosa significa zona rossa?

L’espressione zona rossa, con l’epidemia di coronavirus COVID-19, è sulla bocca di tutti. Cosa vuol dire davvero? Qual è la sua origine?

Dal 10 marzo 2020 tutta l’Italia è stata dichiarata zona rossa (o meglio, zona protetta) a causa dell’epidemia di coronavirus COVID-19. Generalmente, questa locuzione indica un luogo ad alto rischio (che sia esso sociale, ambientale o di altra natura) con conseguenti vincoli precauzionali o veri e propri divieti. Qual è, però, l’origine? Vediamo il significato e gli usi dell’espressione zona rossa.

  • Origine: è un termine di guerra;
  • Quando viene usato: per indicare un luogo soggetto a forti rischi;
  • Lingua: dal francese Zone Rouge;
  • Diffusione: globale (tradotto).

Il significato di zona rossa: perché si dice così?

Siamo in Francia, dopo l’11 novembre 1918 (data della fine della prima guerra modiale) ed è proprio in questo contesto che si parla di Zone Rouge (zona rossa, trad). Così vennero definiti quei territori – non contigui – a nord-est del Paese che risultavano completamente devastati dopo il conflitto, senza possibilità di vita umana né di interventi migliorativi.

Il Governo francese allora decise di espropriare una zona di 1.200 chilometri quadri e isolarla completamente, impedendone ogni accesso o utilizzo.

Zona rossa e coronavirus COVID-19

Dal 10 marzo al 3 aprile 2020 tutto il nostro Paese è stato dichiarato zona rossa, o per meglio dire zona protetta. Questo significa che bisogna evitare gli spostamenti e rimanere a casa se non per esigenze indifferibili. Ci sono comunque delle regole ben precise da rispettare ed è necessaria un’autocertificazione da compilare per potersi spostare.

Le prime due zone rosse legate al coronavirus sono stati i comuni di Codogno e Vo’ Euganeo, identificati come i gli iniziali focolai dell’epidemia. Poi, l’08 marzo 2020, circa un terzo del nostro Paese è stato definito zona rossa: la Lombardia, ma anche le Province di Modena, Parma, Venezia, Padova, Treviso, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Asti, Alessandria, Novara, Vercelli e VCO (Verbano Cusio Ossola). In seguito, come ben sapiamo, è stato esteso a tutto il Paese.

Altri esempi di zona rossa

Chiaramente oggi ha assunto un significato peculiare, ma questa locuzione è stata usata molte volte in passato, per descrivere anche altri scenari: ricordiamo ad esempio Chernobyl o L’Aquila.

• La zona rossa del Vesuvio. Si dividono in zona rossa 1 e 2 i territori sottostanti il vulcano di Napoli: molti comuni (25 per la precisione) sono considerati a rischio in caso di attività vulcanica. In caso di necessità esiste quindi un piano di evacuazione ben definito per garantire l’incolumità dei 700.000 abitanti delle zone.

• La zona rossa di Chernobyl (o di alienazione). Dopo il terribile disastro di nucleare del maggio 1986, venne istituita una zona rossa per evacuare la popolazione che vi vivevano e impedir loro di rientrare. L’area nei 30 km dalla centrale, è detta Quarta Zona, la più contaminata di tutte, ma ci sono altri tre anelli concentrici.

• La zona rossa di L’Aquila. Dopo il sisma che il 06 aprile 2009 ha devastato la città abruzzese, non si può più accedere liberamente e in sicurezza al centro storico del capoluogo abruzzese ma anche di molte frazioni.

ultimo aggiornamento: 10-03-2020

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