Il Decreto Rilancio aumenta i giorni di congedo parentale straordinario in Italia. Ecco tutto quello che c’è da sapere per richiederlo!

Con la crisi sanitaria da Coronavirus e la chiusura delle scuole fino a settembre, i genitori che hanno la fortuna di poter lavorare si trovano davanti a un grande dilemma: come fare con i bambini a casa? Per rispondere a questo problema arriva il congedo parentale straordinario, già attivato dal Governo e implementato con il Decreto Rilancio del 13 maggio. Ecco come funziona e chi può richiederlo!

Come funziona il congedo parentale COVID-19 a punti

Ecco come fare per poter accedere al congedo parentale in tempi di coronavirus.

• Il congedo parentale straordinario può essere richiesto da entrambi i genitori, alternativamente per un periodo continuativo o frazionato e anche in maniera retroattiva dal 5 marzo 2020 al 31 luglio 2020.

Famiglia
Famiglia

• Nel Decreto Cura Italia, varato dal Governo per sostenere e aiutare i cittadini durante la crisi economica e sanitaria da COVID-19, il congedo straordinario per rimanere a casa con i figli ammetteva 15 giorni disponibili. Con il nuovo Decreto Rilancio, annunciato in conferenza stampa, il governo ha raddoppiato i giorni di congedo, ma accorciato le tempistiche rendendolo valido solo fino a fine luglio 2020 e non fino a settembre.

• I soggetti idonei potranno rimanere a casa con i proprio figli di età inferiore a 12 anni (o disabili senza limiti di età) e ricevere un’indennità pari al 50% della retribuzione.

• Per famiglie con figli di età compresa tra 12 e 16 anni il congedo straordinario è comunque previsto, tuttavia con indennità pari a zero della retribuzione mensile del lavoratore.

• Richiedere il congedo è semplice: basterà presentare la domanda per via telematica all’INPS oppure rivolgersi al Contact Center al numero 803 164 o al 06 164 164. Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 20 e il sabato dalle 8 alle 14. 

Chi ha diritto al congedo parentale e chi no

Hanno diritto a questo strumento di sostegno tutti i lavoratori, anche in smart working. Possono usufruirne, per esempio, i lavoratori autonomi iscritti all’INPS che solitamente non avrebbero la tutela del congedo parentale classico, lavoratrici autonome iscritte all’INPS che già hanno usufruito delle normali giornate di congedo e lavoratori iscritti ad altre casse.

Padre e figlia a casa
Padre e figlia a casa

Non possono sfruttare il congedo invece quei genitori che percepiscono aiuti di sostentamento al reddito, come sussidio di disoccupazione, o che hanno richiesto il bonus baby sitter.

Differenza tra congedo parentale e straordinario

La differenza tra il congedo parentale a quello straordinario, attivato per la crisi portata dalla pandemia da COVID-19, è sostanzialmente nella percentuale di indennità prevista. Nel congedo parentale classico infatti la percentuale è molto inferiore al 50% del reddito mensile, si parla di indennità prevista al 30% della retribuzione.

L’INPS, per aiutare in questo passaggio, ha trasformato automaticamente tutte le domande di congedo in congedo straordinario, a partire dal 5 marzo.

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