Convenzione di Istanbul: cos’è l’accordo europeo siglato nel 2011 per contrastare la violenza sulle donne e la violenza domestica.

La Convenzione di Istanbul è un accordo del Consiglio d’Europa per contrastare la violenza sulle donne e la violenza domestica. Approvata dal Comitato europeo il 7 aprile 2011, è stata firmata poco più di un mese dopo, l’11 maggio, proprio nella metropoli del Bosforo. Il suo obiettivo è la prevenzione della violenza, la protezione delle vittime e la punizione dei colpevoli di reati contro le donne o di violenza domestica. Scopriamo insieme la sua storia e quali sono i paesi che l’hanno sottoscritta.

Convenzione di Istanbul 2011: la storia

La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica ha una storia piuttosto lunga. Già nel 1990 il tema venne affrontato seriamente dal Consiglio d’Europa. Solo nel nuovo millennio si sono mossi però i primi passi concreti per arrivare a un accordo europeo contro la violenza nei confronti delle donne.

Violenza sulle donne
Violenza sulle donne

Dopo una lunga trafela fatta di studi e continui rimandi, la bozza dell’accordo venne raggiunta solo sul finire del 2010 e il documento fu ratificato e firmato tra aprile e maggio 2011 a Istanbul. A firmarla in origine furono Austria, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Islanda, Lussemburgo, Montenegro, Portogallo, Slovacchia, Svezia, Turchia. L’Italia la ratificò, con l’approvazione all’unanimità da parte della Camera dei Deputati, il 28 maggio 2013. Il Senato convertì il testo in legge, sempre all’unanimità, il 19 giugno 2013.

A far discutere è stata però la decisione il 20 marzo 2021 della Turchia di Erdogan di revocare la propria partecipazione alla convenzione nove anni dopo la ratifica. Una revoca censurata anche dal presidente del Consiglio italiano Mario Draghi con queste parole: “La protezione delle donne dalla violenza, ma in generale la difesa dei diritti umani in tutti i Paesi, sono un valore europeo fondamentale. Direi anche di più, sono un valore identitario per l’Unione europea“.

In cosa consiste la Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne

Il trattato venne presentato come il primo strumento internazionale giuridicamente vincolante in grado di creare un quadro giuridico completo per proteggere le donne contro qualsiasi forma di violenza. Formata da 81 articoli divisi in 12 capitoli, caratterizza la violenza contro le donne come una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione e obbliga i paesi ratificatori a prevenire la violenza, proteggere le vittime e perseguire i colpevoli.

Inoltre, stabilisce una serie di delitti caratterizzati da violenza contro le donne e che dovrebbero essere inclusi dai singoli Stati nei loro codici penali. Tali reati sono: violenza psicologica; atti persecutori-stalking; violenza fisica o sessuale; matrimonio forzato; mutilazione genitali femminili; aborto o sterilizzazione forzata; molestie sessuali. Tra i reati previsti dal trattato si inseriscono anche i crimini commessi in nome del cosiddetto ‘onore’, come previsto in particolare dall’articolo 42. Sul sito dell’Istat è disponibile il documento integrale della Convenzione, consultabile in qualunque momento.


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