Tutto quello che c’è da sapere sulla legge Zan contro le discriminazioni e violenze contro la comunità Lgbt

Si chiama Legge Zan ed è il nome della normativa con il quale saranno punite le discriminazioni e le violenze per orientamento sessuale, genere e identità di genere. Il disegno di legge prende il nome proprio dal suo relatore, Alessandro Zan, deputato ed esponente della comunità LGBT italiana. Ma vediamo nello specifico di cosa si tratta.

Che cos’è la Legge Zan?

Il 4 novembre del 2020 la Camera ha approvato il testo unificato delle proposte di legge volto a contrastare le discriminazioni fondate sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità.

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Il provvedimento amplia l’ambito di applicazione dei delitti contro l’uguaglianza e aggiungendo così alle discriminazioni, per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi (contenuti già negli articoli 604-bis e 604-ter c.p.) anche gli atti discriminatori fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere o sulla disabilità.

La Legge Zan: il testo

Il testo unificato approvato dalla Camera dei deputati, fornisce la definizione dei seguenti termini:

-per sesso si intende il sesso biologico o anagrafico;

-per genere si intende qualunque manifestazione esteriore di una persona che sia conforme o contrastante con le aspettative sociali connesse al sesso;

-per orientamento sessuale si intende l’attrazione sessuale o affettiva nei confronti di persone di sesso opposto, dello stesso sesso, o di entrambi i sessi;

-per identità di genere si intende l’identificazione percepita e manifestata di sé in relazione al genere, anche se non corrispondente al sesso, indipendentemente dall’aver concluso un percorso di transizione.

Legge Zan: le pene previste per la violazione delle norme

Il provvedimento approvato dalla Camera prevede diverse pene a seconda dei reati. Si va dalla reclusione da 6 mesi a 4 anni per chi fa parte di gruppi che incitano alla violenza alla reclusione fino ad un anno e 6 mesi (o multa fino a 6.000 euro) per chi commette atti di discriminazione e da 6 mesi a 4 anni per chi istiga o commette violenza.


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