Oltre ai quesiti e rompicapi inusuali, ci sono anche vere e proprie domande illegali che non andrebbero mai fatte ad un colloquio di lavoro.

Tutti prima o poi hanno dovuto o dovranno affrontare l’esperienza di sostenere un colloquio di lavoro. È normale arrivare al giorno dell’incontro preparati per affrontare il colloquio e pronti a ricevere i quesiti più svariati. Tuttavia, non tutti sanno che ci sono una serie di domande “illegali” che il vostro intervistatore non potrebbe rivolgervi durante il colloquio di lavoro. Queste domande sono vietate dalle leggi in vigore proprio per tutelare i diritti dei candidati, sia in termini di privacy, ma anche per evitare una vera e propria discriminazione sul colloquio di lavoro. Vediamo a cosa sono inerenti queste domande e per quale motivo non dovrebbero essere rivolte ai candidati.

Domande illegali ai colloqui: le leggi per la tutela dei lavoratori

Il Codice delle Pari Opportunità contenuto nel Decreto Legislativo n. 198 dell’11 aprile 2006 sono ha permesso di stabilire i divieti di discriminazione in ambito lavorativo. In particolare, per quanto riguarda le situazioni di acceso al lavoro, questo decreto ha introdotto alcune norme in merito agli annunci di lavoro e ai colloqui stessi.

Colloquio di lavoro
Colloquio di lavoro

Come sappiamo, gli annunci di lavoro non possono contenere preferenze per uno dei due sessi. E per quanto riguarda invece l’intervista vera e propria? Durante il colloquio non si può fare riferimento alla vita privata del candidato o della candidata. Ma quali sono le domande che il recruiter non può porvi?

Colloquio di lavoro: le domande personali sono consentite?

Bisogna sapere che, proprio grazie al decreto di cui abbiamo parlato, le domande personali volte a raccogliere informazioni sullo stato di famiglia del candidato sono vietate. Ciò significa che nel corso di un colloquio di lavoro la “vita privata” deve restare tale. In particolare, infatti, sono espressamente vietate le domande sul matrimonio o che riguardino il desiderio di maternità o paternità.

Occorre, però, anche tenere conto di alcune situazioni particolari, che costituiranno un’eccezione a tali regole. Innanzitutto, alcune domande potrebbero essere poste senza secondi fini, e poi ci sono anche casi in cui la preferenza per uno dei due sessi può essere legata a una necessità specifica. Basti pensare ad esempio ad alcune attività correlate all’arte, lo spettacolo o la moda.

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