Tutto sull’imprenditore Vincenzo Muccioli: la vita, gli scandali e la morte del fondatore della comunità di San Patrignano.

Vincenzo Muccioli è stato un imprenditore italiano, fondatore della comunità di recupero per i tossicodipendenti San Patrignano, nella campagna di Rimini. La sua vita è fatta di momenti di gloria incredibile e di anni bui, dove è stato messo in dubbio il suo percorso. Scopriamo tutto su di lui: la sua vita, la sua missione, i processi e la sua morte avvolta dal mistero.

Vincenzo Muccioli, la biografia

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Vincenzo Muccioli
Vincenzo Muccioli

Vincezo Muccioli è nato il 6 Gennaio 1934 a Rimini, sotto il segno del Capricorno. Poco sappiamo della famiglia: era il primogenito di due figli maschi. Il fratello di Vincenzo Muccioli, Pier Andrea, era un bravo scolaro tanto che riuscì ad andare all’università e laurearsi in Geologia. Vincenzo invece era meno diligente a scuola, difendeva il fratello ma di studiare non aveva molta voglia: infatti lasciò gli studi prima di finire le scuole superiori e iniziò a lavorare con il padre in un’agenzia di assicurazioni.

Durate gli anni dell’adolescenza e fino all’età adulta si appassionò nella cura degli animali, sopratutto cani e cavalli, e per l’agricoltura.

Nel 1962 sposò Maria Antonietta Cappelli, anche lei di Rimini e con alle spalle una famiglia di albergatori nella riviera marittima. Vincenzo per un certo periodo lavorò anche per i suoceri, in uno degli alberghi più antichi posto sul lungomare di Rimini. Pian piano popolò la fattoria di famiglia, San Patrignano, con cani da esposizione e cavalli da competizioni bellissimi. Era un uomo molto curioso, studiò l’arte dell’omopatia e improvvisò anche delle sedute medium con degli amici: amava il paranormale e, con loro, diede vita a un piccolo gruppo chiamato “Il Cenacolo”.

Maria e Vincenzo tirarono ben presto su famiglia: i figli di Vincenzo Muccioli sono due, Andrea e Giacomo. Andrea rimase sempre devoto al padre e, dopo la sua morte, prese le redini della comunità di San Patrignano per parecchi anni, fino al 2011.

Chi è la moglie di Muccioli

Maria Antonietta Cappelli è la moglie di Vincenzo Muccioli, nata nel 1934 da una famiglia di facoltosi albergatori, è sempre stata al fianco di Vincenzo, sempre sostenendolo in qualsiasi occasione. Dopo la morte del marito ha fatto del suo meglio per stare vicino e sostenere la comunità e il figlio Andrea. Maria Antonietta Cappelli è morta il 30 marzo 2020, all’età di 86 anni.

Vincenzo Muccioli e San Patrignano

La sua passione per l’omeopatia e per il paranormale si fusero nella pranoterapia, una pratica di medicina alternativa che consiste nell’imposizione delle mani per curare i malanni. Questa pratica lo portò a conoscere la prima tossicodipendente della sua vita, Betty. Decise di curarla portandola nella sua casa di famiglia, a Coriano, e da lì iniziò tutto.

Nel 1978 Vincenzo fondò la comunità per il recupero di tossicodipendenti San Patrignano, fondata insieme ad alcuni amici che facevano parte del gruppo “Il Cenacolo”. Nel giro di poco tempo e grazie al passa parola il podere iniziò a popolarsi di giovani che, da soli o accompagnati, andavano da Vincenzo per farsi aiutare a uscire dall’incubo della droga così presente in quegli anni e non controllato dallo Stato. Arrivati a 30 ragazzi, Vincenzo trasformò la comunità in una cooperativa con l’intento di curare e dare assistenza totalmente gratuita ai tossicodipendenti.

Nel 1985 nasce la Fondazione San Patrignano, grazie al generoso contributo di due personaggi importanti, Gian Marco e Letizia Moratti. Negli anni la copia ha aiutato molto la comunità donando oltre 280 milioni.

Dopo il primo processo contro Muccioli, dove venivano messe in discussioni alcune pratiche coercitive per impedire ai ragazzi di scappare dalla comunità, e la sua assoluzione in appello, San Patrignano esplose e divenne la comunità per tossicodipendenti più grande d’Europa. Verranno costruiti altri edifici intorno a quello principale, gli aspiranti ospiti si accumuleranno fuori dai cancelli e Vincenzo inizierà a dividere i ragazzi in gruppi con un caporeparto che ha il compito di segnalare successi e problemi direttamente a Vincenzo.

Muccioli a processo

Il primo processo di Vincenzo Muccioli è iniziato quando la comunità era ancora piccola, nel 1983. Venne condannato in primo grado nel 1985 per sequestro di persona e maltrattamenti. La motivazione fu per aver incatenato alcuni giovani e averli rinchiusi in modo che non scappassero in cerca di droga, nel momento più difficile dell’astinenza psicologica da eronia e cocaina. Muccioli andò in appello e venne assolto nel 1987, come anche in Cassazione nel 1990.

Il secondo processo di Muccioli iniziò nel 1994: l’imprenditore venne condannato solo a 8 mesi di carcere per favoreggiamento (mai scontati per condizionale) e a un’assoluzione rispetto all’accusa di omicidio colposo. Il processo nacque a causa di uno scandalo: il corpo di un uomo tossicodipendente, Roberto Maranzano, ritrovato a Napoli avvolto in una coperta e morto a causa delle percosse, che si scopre essere stato ucciso a San Patrignano da uno dei capi settore del reparto macelleria e dal resto del gruppo.

Vincenzo Muccioli: la morte e le sue cause

Vincenzo Muccioli è morto il 19 settembre 1995 nella sua villa di Rimini vicino alla comunità, dove abitava, circondato dalla famiglia. Non si conoscono le cause della morte, tuttavia ai tempi il Corriere della Sera aveva scritto che la causa era dovuta all’aggravarsi della sua Epatite C, e che poteva aver contratto l’AIDS dopo tanto tempo trascorso con i ragazzi malati o sieropositivi.

2 curiosità su Vincenzo

– Netflix ha realizzato messo a disposizione sulla sua piattaforma una docu-serie intitolata SanPa, pubblicizzata anche sul Instagram. Gli episodi raccontano tutta la storia della fondazione, ascesa e caduta di Vincenzo Muccioli e della comunità di San Patrignano.

– Non si conosce il patrimonio di Vicenzo Muccioli. Sembra che gli introiti della comunità aumentassero di anno in anno in maniera sospetta, come è stato segnalato anche nella docu-serie.


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