Michelangelo Frammartino è un regista dal tocco unico e inconfondibile. Particolarmente stimato tra gli addetti ai lavori, scopriamo chi è.

Nutre uno spiccato gusto per la relazione tra gli spazi e l’immagine, nelle sue varie declinazioni. Durante gli anni di formazione ha realizzato corti, scenografie per film, videoclip, videoinstallazioni e opere indipendenti, oltre a dedicarsi all’insegnamento. Michelangelo Frammartino, raffinato cineasta, ha avuto la capacità di costruirsi un percorso unico, estraneo a quello abituale dei colleghi. Eccone la storia.

Michelangelo Frammartino: la biografia

Michelangelo Frammartino nasce nel 1968 (non è nota la data esatta) a Milano, da genitori calabresi, originari di Caulonia Marina, in provincia di Reggio Calabria. Nel 1991 si iscrive presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano. Tra il 1994 e il 1997 frequenta la Civica Scuola del Cinema, per cui si occupa di alcune installazioni di videoarte, e lavora, in veste di scenografo, per film e videoclip. Gira corti quali Tracce, L’occhio e lo spirito, BIBIM, Scappa Valentina e Io non posso entrare, uno sguardo privilegiato sulla normalità della vita in campagna.

Segue, nel 2010, il sofisticato Le quattro volte. Mostrato alla Quinzaine di Cannes, si sofferma sul ciclo esistenziale di un uomo, di un animale, di un vegetale e di un minerale, in una concezione poetica della natura e delle tradizioni dimenticate di un luogo incontaminato.

Con la pellicola Il buco (2021) concorre alla 78esima edizione della Mostra d’arte cinematografica di Venezia. È uno dei cinque italiani in gara, accanto ai fratelli d’Innocenzo, Gabriele Mainetti, Mario Martone e Paolo Sorrentino. Ambientato nell’agosto del 1961, in pieno boom economico, il titolo racconta le vicende di un gruppo di giovani speleologi che, casualmente, scoprono l’Abisso del Bifurto, una delle grotte più profonde al mondo. Il cast annovera Paolo Cossi, Jacopo Elia, Nicola Lanza e Denise Trombin.

Michelangelo Frammartino: la vita privata

Assente dai social, ama poco far parlare di sé nel privato. Sappiamo giusto che ha un lungo matrimonio con Barbara Grespi, anche lei attiva nel mondo della regia cinematografica. Non è dato sapere se la coppia, residente a Milano, abbia o meno figli né a quanto ammonti il patrimonio accumulato da Frammartino in carriera.

Chi è Barbara Grespi, la moglie di Michelangelo Frammartino

Barbara Grespi insegna Storia e critica del cinema all’Università degli studi di Bergamo e ricopre la carica di selezionatore per il Festival del cinema di Torino dal 2007. Tratta teoria e analisi dell’immagine, in particolare del legame fra cinema e fotografia e del motivo del gesto e del corpo nel film. Tra le sue pubblicazioni, Cinema e montaggio, Howard Hawks, Immagini e memoria, Marchi d’autore. Sprovvista di profilo social, la data e il luogo di nascita non sono di dominio pubblico.

3 curiosità su Michelangelo Frammartino

– Dal 2005 insegna Istituzioni di regia all’Università degli studi di Bergamo e tiene dei laboratori alla IULM.

Le quattro volte è dedicato al cugino Angelo, un ragazzo andato come volontario a Gerusalemme, tragicamente accoltellato da un affiliato della Jihad islamica palestinese.

Le quattro volte è stato il lungometraggio italiano più premiato del 2010. La marcia trionfale, aperto dal Palm Dog conferito, nel corso del Festival di Cannes, al cane Vuk come miglior interprete a quattro zampe, è proseguita sempre alla kermesse francese, nella Quinzaine des Réalisateurs, la sezione dedicata alle opere più “difficili”. Successivamente sono arrivati un Nastro d’Argento e svariati riconoscimenti in località quali Annecy, Bratislava, Monaco e Reykjavík, nonché apprezzamenti di critica da testate prestigiose, tra cui The Times e Le Monde.


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