Maya Zaboshta è una modella e influencer russa diventata famosa, in Italia, dopo che Belen Rodriguez ha postato una foto, su Instagram, che avrebbe rubato proprio alla modella.

Nella vita è un’influencer di grande successo e seguitissima su Instagram da migliaia di utenti : ecco chi è Maya Zaboshta. Il nome di questa modella, d’origine russa, è balzata agli onori del gossip nel momento in cui Belen Rodriguez ha postato una foto sui social copiata proprio dal feed di questa modella. Ma scopriamo qualche curiosità in più su di lei.

Chi è Maya Zaboshta

Fisico longilineo, corpo sinuoso e bocca a cuore lei si chiama Maya Zaboshta e sui social è considerata una vera e propria dea. Sulla modella, però, non abbiamo moltissime informazioni se non che vanti origini russe. Il suo nome, inoltre, è balzato agli onori della cronaca rosa solo nel gennaio del 2021.

Maya Zaboshta
Fonte foto: https://www.instagram.com/zaboshta/

Proprio l’influencer, infatti, ha lamentato che la nota showgirl argentina, Rodriguez, le abbia rubato degli scatti spacciandoli per propri. Di professione, inoltre, è una fotomodella come si può vedere anche dal suo profilo Instagram e per lavoro viaggia spesso.

La vita privata di Maya Zaboshta

Maya Zaboshta è fidanzata o sposata? Purtroppo non possiamo rispondere a questa domanda dal momento che non lo sappiamo. Sul suo profilo Instagram, infatti, posta tantissime foto inerenti al suo lavoro e alla sua vita quotidiana, ma nessuna che faccia riferimento se possa avere un uomo al suo fianco oppure no.

4 curiosità su Maya Zaboshta

-Ama viaggiare ed esplorare posti nuovi.

-Per mantenersi in forma mangia sano e pratica tanto sport.

-Ama non solo farsi fotografare ma anche scattare delle foto.

-Le piace non solo vestire elegante ma anche uno stile più casual.

Fonte foto: https://www.instagram.com/zaboshta/

Nuove ordinanze in vigore: ecco che cosa si può fare in base al colore della zona


Chi è Elizabeth Olsen, la Wanda Maximoff dei film e delle serie TV Marvel

Chi è Alessia Pellegrino, fidanzata di Giulio Pretelli