Dal matrimonio fallito al cabaret: tutto su Mary Sarnataro, inviata de Le Iene

Mary Sarnataro è una delle inviate più pungenti e apprezzate de Le Iene. Scopriamo qualcosa in più sulla sua carriera, cominciata quasi per caso.

Mary Sarnataro è una degli inviati più noti de Le Iene, la trasmissione di cui fa parte dal 2015 ed in cui interpreta la iena s**onza. Mary è nata a Milano nel 1975. La sua carriera di comica è cominciata quando la società per cui lavorava l’ha messa in cassaintegrazione. Da quel momento Mary comincia a frequentare i cabaret milanesi. La maggior parte dei suoi sketch riguarda la sua vita privata, dai primi anni d’infanzia fino al matrimonio falito. La sua grande capacità è quella di riuscire a trasformare qualcosa di triste in qualcosa di, invece, davvero esilarante e divertente.

Dal 2010 Mary si dedica a tempo pieno alla professione di comico e non manca molto prima del suo approdo a Colorado e successivamente a Le Iene. In tv è anche comparsa nello show Metropolis su Comedy Central, mentre in radio ha partecipato alla trasmissione Pungiball su Radio Popolare.

3 curiosità su Mary Sarnataro, dalla laurea in lingue alla sua fonte di ispirazione

  • Il suo vero nome è Maria Annassunta Mustela Sarnataro. Mustela è il nome della crema che sua mamma usava da bambina.
  • Si è laureata in lingue e per ben 10 anni ha lavorato come manager di prodotto per un grande operatore turistico.
  • Apprezza molto Luciana Littizzetto e Geppy Gucciari, anche se il suo punto di riferimento è Amy Shumer.

Mary Sarnataro e la vita privata

Nel 2002 si sposa con un ragazzo con il quale è stata fidanzata per 9 mesi. Ebbene anche il matrimonio dura 9 mesi, facendole capire che quindi 9 è il suo numero fortunato, visto che proprio da quell’esperienza ha cominciato la sua carriera nel mondo dello spettacolo e del cabaret.

La sua comicità, comunque, pur prendendo spunto dalla sua vita privata non è femminista: “La mia comicità, dunque, non si muove attorno al femminismo ma se la prende con tutto quel che mi dà fastidio, fossero anche le bottigliette di vetro”.