Ludovica Petrone, ecco chi è la soldatessa con cui Salvatore Parolisi aveva una relazione extraconiugale all’epoca dei fatti (2011).
Ludovica Petrone è salita alle cronache giudiziarie e mediatiche per la sua relazione sentimentale con Salvatore Parolisi, l’ex caporalmaggiore addestratore dell’Esercito condannato in via definitiva a 20 anni di carcere per l’omicidio della moglie, Melania Rea, avvenuto il 18 aprile 2011 nel bosco di Ripe di Civitella. Conosciamola.
Biografia e carriera di Ludovica Petrone
All’epoca del grave fatto di cronaca, nel 2011, Ludovica Petrone aveva 26 anni, ed era soldatessa/allieva del caporalmaggiore Parolisi, ad Ascoli Piceno (quindi dovrebbe essere nata attorno al 1985). Di origine campana (casertana), ha intrapreso giovanissima la carriera militare, arruolandosi nell’Esercito Italiano.
Nel 2009 è stata assegnata al 235° Reggimento Addestramento Volontari “Piceno” ad Ascoli Piceno. Qui Salvatore Parolisi lavorava come caporalmaggiore ed addestratore: istruttore delle reclute femminili.
Dopo le vicende giudiziarie che la videro coinvolta unicamente come testimone, la Petrone ha proseguito la propria vita lontana dai riflettori. Non solo ha chiesto riservatezza, ma ha anche mantenuto un profilo del tutto privato.
La relazione tra Ludovica Petrone e Salvatore Parolisi
Tra i due nacque una relazione extraconiugale mantenuta segreta nell’ambiente militare. Una storia iniziata nel 2009 con incontri a cadenza periodica tra Ascoli, Roma ed altre località, e che è proseguita anche dopo la nascita di Vittoria.
Per Salvatore Parolisi la storia rappresentava un legame parallelo, mentre la ragazza considerava il rapporto proiettato verso un futuro insieme. La presenza e le pressioni legate a questa storia clandestina (tra cui la richiesta di una scelta e di una vita insieme) si sono ampiamente analizzate nel corso delle indagini e dei processi legati all’omicidio di Melania Rea, per ricostruire il contesto emotivo ed il movente.
Melania scoprì la loro relazione nel 2010, in seguito ad una telefonata fatta da Parolisi con una SIM riservata all’amante. Così la donna decise di contattare direttamente Ludovica per chiedere dei chiarimenti. Ludovica ha raccontato di essersi sentita tradita e presa in giro dall’uomo. Infatti, Salvatore le aveva mentito: le aveva detto che stava per separarsi dalla moglie.
Però la soldatessa ha sempre sostenuto che Parolisi non fosse capace di uccidere Melania. Le sue dichiarazioni e testimonianze hanno contribuito a ricostruire movente e stato psicologico di Parolisi (l’uomo che aveva assicurato, più volte, che avrebbe lasciato la moglie, e che il loro matrimonio era finito.
Pochi giorni prima dell’omicidio (avvenuto il 18 aprile 2011), tra i due vi era stato un momento di forte tensione emotiva. La giovane gli aveva chiesto garanzie concrete sulla fine del matrimonio. I due avevano poi stabilito di trascorrere insieme il weekend di Pasqua a casa dei genitori di lei, occasione in cui l’uomo avrebbe dovuto presentarsi ufficialmente alla famiglia della ragazza.
Nei verbali si sono analizzati numerosi messaggi e chiamate scambiati tramite utenze riservate/schede dedicate. Gli inquirenti hanno evidenziato la forte pressione psicologica che l’imminenza del weekend pasquale e le promesse non mantenute esercitavano su Parolisi. Un elemento ritenuto dai giudici una delle concause scatenanti dell’aggressione nei confronti della moglie.
Nelle sue deposizioni, Ludovica Petrone si è sempre dichiarata estranea ai fatti di sangue. Inoltre, ha espresso incredulità per quanto accaduto. La soldatessa ha poi collaborato con la magistratura per chiarire i contorni della sua relazione con Parolisi.
Curiosità su Ludovica Petrone
– Dopo l’arresto e la successiva condanna di Salvatore Parolisi, Ludovica Petrone si è sottratta da qualsiasi esposizione: non ha mai cercato visibilità mediatica, preferendo mantenere la massima riservatezza su; vita privata, percorso personale e lavorativo successivo al femminicidio di Melania Rea.
– Nella serie TV HBO Max “Melania Rea” (diretta da Stefano Mordini), la figura dell’amante di Salvatore Parolisi – la soldatessa Ludovica Petrone – ricopre un ruolo narrativo e drammatico centrale. La narrazione tratta la relazione extraconiugale non come un semplice elemento di gossip, ma come scintilla scatenante e fulcro del movente psicologico del delitto. La serie evidenzia il contrasto tra la consapevolezza dolorosa ed i sospetti di Melania da un lato, e le rassicurazioni/promesse che l’uomo continuava a fare all’amante dall’altro, portandolo ad un punto di non ritorno che sfociò nel femminicidio.
– La versione dei fatti da parte di Ludovica Petrone, ha trovato inserimento nel libro “La donna del soldato. Tutta la verità sul delitto di Melania Rea” di Grazia Longo e Roberto Tallei (Edizioni Anordest, 2011). Il libro, fedele agli atti delle indagini, narra gli eventi e riporta le opinione dell’ex amante, la quale ha sostenuto sin da subito di non credere che Parolisi fosse un assassino. “Le menzogne di Salvatore hanno devastato la mia vita, ma sono fermamente convinta che non sia stato lui ad uccidere sua moglie. Non è un assassino, è semplicemente un bugiardo”.