Il nome di Lello Ciampolillo ha scatenato il caos in Senato sul voto di fiducia al Governo Conte. Scopriamo chi è il senatore, dalle origini alla carriera politica.

Nel giorno del voto di fiducia al Governo Conte al Senato, Lello Ciampolillo ha tenuto tutti con il fiato sospeso per via del suo arrivo all’ultimo minuto (a pari del senatore Nencini). Una situazione che ha costretto la presidente Casellati a ricorrere al Var che ha riammesso i due ritardatari. Scopriamo la biografia dell’ex volto del Movimento 5 Stelle.

Chi è Lello Ciampolillo e dove vive?

Lello Ciampolillo è nato a Bari, sotto il segno dell’Acquario, il 2 febbraio 1972. Risiede nella stessa città d’origine ed è stato volto del Movimento 5 Stelle tra il 2018 e il 2020, prima di aderire al Gruppo Misto.

Nella sua carriera anche il ruolo di membro della 3ª Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione) e della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza.

Nel 2009 è stato candidato del M5S alla carica di sindaco di Bari e, nel 2013, è stato eletto senatore della XVII legislatura della Repubblica Italiana nella circoscrizione Puglia. La sua rielezione in Senato è datata 2018.

Lello Ciampolillo
Lello Ciampolillo

La vita privata di Lello Ciampolillo

Non si conosce molto della sua vita privata, e le poche informazioni emerse ricalcano semplicemente le sue origini pugliesi. Su Instagram, dove condivide moltissimi contenuti anche legati alla sua attività politica, non ci sono particolari riferimenti alla sfera sentimentale e a tutto quello che accade nella sua esistenza oltre i riflessi della carriera.

Altre 4 cose da sapere su Lello Ciampolillo

– Il suo vero nome è Alfonso Ciampolillo.

– Noto come negazionista del batterio Xylella, si sarebbe opposto all’abbattimento degli ulivi come soluzione sostenendo, come riporta Repubblica, che “si debella con sapone e onde elettomagnetiche“.

– Ciampolillo è stato espulso dal M5S per la questione dei mancati rimborsi.

– La cronaca della sua vita politica riporta anche la firma sul “caso Var” in Senato, dopo la querelle sul voto di fiducia al Governo di Giuseppe Conte del 19 gennaio 2021. Dopo la mancata risposta alle prime due chiame, non era chiaro se avesse chiesto di esprimere la sua preferenza in tempo utile per rientrare nella conta. Il caos e l’attesa sull’esito si sono poi risolti alla “moviola”: dopo aver visionato il tutto, il senatore barese è stato ammesso.


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