Ecco la storia calcistica e personale di Gianluca Pessotto: le tappe da calciatore, il tentato suicidio, il ritorno da dirigente sportivo.
Gianluca Pessotto come calciatore si è costruito la sua notorietà militando per diverse stagione nella squadra della “Vecchia Signora”. È considerato infatti una bandiera della Juventus, club con cui ha legato la maggior parte della sua carriera sportiva. Conosciamolo meglio.
Chi è Gianluca Pessotto: biografia e carriera
Nato l’11 agosto 1970 a Latisana (Udine), sotto il segno del Leone, Gianluca Pessotto ha scelto presto la sua professione, avvicinandosi al calcio giocato in età adolescenziale. Cresciuto nelle giovanili del Milan, ha debuttato in Serie A con il Verona.
In seguito, ha giocato con le maglie di: Torino, Venezia e Bari. Nel 1995 ha preso il via la sua avventura con la Juventus, dove è rimasto fino al termine della carriera nel 2006, collezionando oltre 240 presenze ufficiali.
Da calciatore ha giocato prevalentemente come terzino sinistro o destro, ma ha dato prova di grande versatilità, potendo agire anche da interno di centrocampo o centrale difensivo.
Durante la sua carriera con la Juve ha vinto: 4 Scudetti, 1 Champions League (1996), 1 Coppa Intercontinentale, 1 Supercoppa UEFA, diverse Coppe Italia e Supercoppe italiane. Pessotto ha indossato anche la maglia degli Azzurri, ed infatti ha collezionato con la Nazionale 22 presenze. Con l’Italia, ha partecipato ad Europei e Mondiali, in particolare ha partecipato ai Mondiali del 2006, che hanno visto il trionfo azzurro, anche se non era più in campo da titolare fisso.
Nel 2006, il calciatore ha annunciato la fine della sua carriera da giocatore. Dopo una parentesi della sua vita lontano dal calcio è tornato ad occuparsene. È laureato in giurisprudenza ed è sempre stato descritto come persona colta e riflessiva.
Il tentato suicidio ed il ritorno nel mondo del calcio
Il 27 giugno 2006, pochi giorni dopo la fine della sua carriera da giocatore e in piena bufera Calciopoli (che coinvolgeva la Juventus), Pessotto ha tentato il suicidio, gettandosi da un abbaino della sede della Juventus a Torino. È sopravvissuto miracolosamente, ma è rimasto in coma per diverse settimane con gravi traumi.
L’episodio è avvenuto mentre teneva in mano un rosario. Era in cura per una grave depressione. L’evento ha sconvolto il mondo del calcio: diversi compagni azzurri (Cannavaro, Del Piero, Zambrotta, Ferrara) hanno lasciato temporaneamente il ritiro della Nazionale impegnata ai Mondiali 2006 per andare a trovarlo in ospedale.
Dopo la vittoria dell’Italia nei quarti contro l’Ucraina, i giocatori hanno mostrato uno striscione “Pessottino siamo con te”. Dopo la finale vinta contro la Francia, hanno portato la Coppa del Mondo nella sua stanza d’ospedale. Pessotto stesso ha poi raccontato di aver attraversato un periodo di profonda crisi personale, aggravata dalla fine della carriera agonistica, da Calciopoli e da altri fattori privati.
Nel suo libro autobiografico “La partita più importante” (pubblicato nel 2008 da Rizzoli, scritto insieme ai giornalisti Marco Franzelli e Donatella Scarnati), Gianluca Pessotto affronta con grande profondità e sincerità la grave crisi depressiva che lo ha portato al tentato suicidio.
Dopo il recupero, è rientrato nel mondo Juventus in ruoli dirigenziali già dal 2007 circa. In seguito, ha ricoperto il ruolo di Football Teams Staff Coordination Manager della Juventus, una posizione di alto livello che si occupa del coordinamento dello staff tecnico e delle squadre (prima squadra e settore giovanile). In precedenza, è stato a lungo responsabile del settore giovanile bianconero e team manager.
La vita privata di Gianluca Pessotto
Pessotto è sposato dal 1995 con Reana Stocchi (o Reana Pessotto), conosciuta a Varese durante il periodo in cui giocava in prestito lì (fine anni ’80-inizio ’90). La coppia ha superato insieme momenti molto difficili, in particolare dopo il tentato suicidio. Reana è infatti rimasta al suo fianco durante il coma ed il periodo di recupero.
In diverse interviste e dichiarazioni pubbliche, la moglie ha difeso con forza suo marito dalle speculazioni mediatiche. Ad esempio nel 2006, quando ha smentito crisi coniugali gravi, e nel 2013 in occasione di uno striscione offensivo contro di lui a Parma, con un tweet molto duro verso i responsabili.
La coppia ha due figlie. La famiglia è descritta come unita e serena, con la fede ed i legami affettivi che hanno giocato un ruolo importante nella rinascita di Pessotto.
Dove vive?
Pessotto risiede stabilmente a Torino, fin dal suo arrivo alla Juventus nel 1995. Nel 2006, al momento dell’episodio drammatico, la famiglia abitava nel centro di Torino. Comunque ha rivelato di tornare occasionalmente in Friuli, sua terra natale.
Curiosità su Gianluca Pessotto
– Sul campo di calcio si è fatto apprezzare per: affidabilità, intelligenza tattica e correttezza.
– Pessotto ha partecipato ad eventi e trasmissioni per parlare della sua rinascita personale e dell’importanza di affrontare i momenti difficili. Il suo libro, “La partita più importante”, si conferma una testimonianza toccante ed ispiratrice su temi delicati.
– Dopo il recupero dal coma, Pessotto ha costruito una carriera dirigenziale solida e continuativa nella Juventus. Un’evoluzione professionale che testimonia la sua resilienza, e la capacità di trasformare una tragedia personale in una nuova fase di vita ricca di valore, sia umano che professionale.
– Oltre a varie ospitate ed interviste – tra cui speciali su Juventus Story, interviste su YouTube o canali ufficiali Juve – si è ritrovato anche ad essere protagonista di documentari e puntate speciali su “La Storia siamo noi”, programma di Giovanni Minoli, con l’episodio intitolato “Il buio oltre la rete” (andato in onda nel 2008 e riproposto negli anni successivi, incluso nel 2025 su RaiPlay/MixerStoria). Qui ha raccontato in prima persona la sua crisi e la rinascita, con interviste lunghe ed approfondite.
– L’ex calciatore il 19 gennaio 2026 ha partecipato alla seconda edizione di “My name is Luca. Ballata con Vialli”, presso il Teatro Regio di Torino, un evento di ricordo in nome della solidarietà, a tre anni dalla scomparsa di Gianluca Vialli.