Chi è Francesco Schettino, capitano della Costa Concordia

Francesco Schettino: che fine ha fatto dopo il naufragio della Costa Concordia

Il nome di Francesco Schettino è legato a una delle pagine più buie della cronaca, inciso nel capitolo del terribile disastro della Costa Concordia.

Che fine ha fatto Francesco Schettino? L’ex capitano e comandante della nave da crociera Costa Concordia, protagonista del naufragio che costò la vita a 32 persone, è finito al centro di uno dei casi più sinistri della cronaca ed è stato condannato in via definitiva a 16 anni di carcere.

Chi è Francesco Schettino?

Francesco Schettino è nato a Castellammare di Stabia sotto il segno dello Scorpione, il 14 novembre 1960, ex capitano di mare al comando della tristemente nota crociera Costa Concordia coinvolta nel drammatico incidente all’Isola del Giglio.

Francesco Schettino
Fonte foto: https://www.instagram.com/p/Bx8Jz43lT8M/

Era il 13 gennaio 2012, in quel naufragio morirono 32 persone (tra cui una bimba di 5 anni) e Schettino, finito a processo per la sua condotta, fu condannato a 16 anni di reclusione in via definitiva.

L’uomo, detenuto nel carcere di Rebibbia, è nato in una famiglia di navigatori di Meta di Sorrento. Ha frequentato l’Istituto nautico ‘Nino Bixio’ a Piano di Sorrento, per poi passare a lavorare in Tirrenia. Costa Crociere lo ha assunto nel 2002, con passaggio al ruolo di capitano della Concordia nel 2006, poco dopo il varo…

Chi è la moglie di Francesco Schettino

La moglie di Francesco Schettino si chiama Fabiola Russo, e sappiamo che ha una figlia. Il nome di quest’ultima è Rossella, e nel febbraio 2018 si era scagliata su Facebook contro la gogna mediatica scatenata intorno al padre.

Non si hanno molte altre informazioni sulla vita privata di Francesco Schettino, e il ritratto emerso riguarda fondamentalmente i contorni della sua attività e quelli legati alla tragedia della Costa Concordia.

Dove abita Francesco Schettino?

Prima della condanna definitiva, Schettino viveva a Meta, in provincia di Napoli, comune in cui molti avrebbero preso le sue difese durante il processo.

L’ex comandante della Concordia è molto conosciuto nella zona, e dopo la sentenza ha lasciato la sua casa per finire a Rebibbia.

Schettino e il disastro della nave Costa Concordia

La Cassazione ha confermato la condanna a 16 anni di carcere nel 2017, al culmine di un iter giudiziario seguitissimo dalla stampa mondiale. La pena detentiva è diventata così definitiva per Francesco Schettino, per tutti il volto principale del disastro.

Il drammatico incidente fu causato da una scellerata manovra di avvicinamento alla costa, nota come ‘inchino‘, a seguito della quale la Costa Concordia impattò con uno scoglio.

32 le vittime di quel naufragio, una delle pagine più buie della cronaca italiana. Nel recarsi a Rebibbia, riporta Huffington Post, Schettino avrebbe pronunciato la seguente frase: “Busso in carcere per costituirmi perché credo nella giustizia“.

Una delle fasi di quei momenti divenne simbolo di una tragedia umana spaventosa. Si tratta della famosa telefonata fatta dall’allora capo della sala operativa della Capitaneria di porto di Livorno, Gregorio De Falco, che intimava al comandante di risalire sulla nave per seguire le operazioni di salvataggio: “Torni a bordo, c***o!“. Sono le parole urlate all’indirizzo di Schettino durante quei drammatici istanti, impresse in un audio consegnato alla storia.

La vita di Schettino in carcere

L’accusa avrebbe parlato di negligenze inaudite nello spettro dei comportamenti tenuti dall’allora comandante Schettino, prima e dopo l’impatto.

Uno degli elementi su cui si insinuò la battaglia più aspra, anche a livello mediatico, fu l’abbandono della nave, un “disonore per tutta la marineria italiana” secondo l’accusa.

All’interno delle mura carcerarie, Francesco Schettino avrebbe sempre avuto una condotta irreprensibile. Secondo alcune indiscrezioni, sarebbe solito leggere libri e trascorrere del tempo a meditare.

Fonte foto: https://www.instagram.com/p/Bx8Jz43lT8M/

ultimo aggiornamento: 12-11-2019

X