La “preside coraggio” Eugenia Carfora, con la sua missione educativa e sociale ha aiutato molti giovani in contesti di estrema difficoltà.
Eugenia Carfora è diventata famosa in tutta Italia come la “preside coraggio” per il suo impegno instancabile contro la dispersione scolastica, e per il suo ruolo nel favorire il riscatto sociale dei ragazzi in un contesto segnato da povertà educativa, criminalità e rassegnazione. Approfondiamo la sua conoscenza.
Eugenia Carfora: biografia, formazione e carriera
Nata il 1° febbraio 1960 a San Felice a Cancello, in provincia di Caserta, sotto il segno dell’Acquario, Eugenia Carfora si è fatta conoscere per il suo impegno straordinario contro la dispersione scolastica e per il riscatto educativo e sociale dei giovani in contesti di estrema difficoltà, in particolare nel quartiere Parco Verde di Caivano (Napoli), una delle zone più degradate d’Italia, nota per essere una delle maggiori piazze di spaccio d’Europa.
Laureata in Scienze dell’Educazione con indirizzo educatori professionali extrascolastici, è diventata un’esperta in educazione alla legalità. Dopo aver insegnato per 16 anni nel quartiere Parco Verde, è diventata dirigente scolastica.
Nel 2007, al suo primo incarico da preside, vinto tramite concorso, ha scelto consapevolmente una sede difficile: l’istituto comprensivo del primo ciclo (scuole medie) nel Parco Verde (inizialmente Istituto Raffaele Viviani e poi altri plessi), in un contesto di degrado estremo, con aule fatiscenti, occupazioni abusive e dispersione scolastica molto elevata.
Dal 2013 è divenuta dirigente scolastico stabile dell’Istituto Superiore “Francesco Morano” (IIS Francesco Morano), scuola secondaria di secondo grado professionale nel cuore del Parco Verde, che ha trasformato da struttura abbandonata e degradata, in un presidio di legalità e speranza.
I principali risultati ottenuti come dirigente scolastico
Quando è arrivata al Morano nel 2007-2013, Eugenia Carfora ha trovato una scuola in condizioni disastrose: aule vuote e sporche, zone occupate abusivamente, persino una pistola sotterrata nel giardino ed una tintoria abusiva. Così, ha iniziato un lavoro di bonifica fisica ed umana, rendendo l’edificio agibile con l’aiuto di docenti e studenti.
In particolare, la ‘preside coraggio’ ha messo in atto un metodo rivoluzionario: è andata casa per casa, per strada, nei bar, con megafono e bici, per recuperare i ragazzi che non frequentano. In questo suo progetti si è fatta aiutare anche da altri professori.
Come dirigente scolastico ha poi imposto rigore, regole chiare ed al tempo stesso ascolto e coinvolgimento. Un approccio volto anche a creare un più ampio scenario, ossia una filiera educativa completa: dall’orto alla cucina (con indirizzi professionali in enogastronomia e ospitalità alberghiera), laboratori, progetti di autosufficienza energetica, corsi per genitori.
Una missione che ha portato a termine riuscendo a far considerare la scuola un luogo aperto, un “baluardo di legalità” e spesso l’unica opportunità reale di futuro per i ragazzi.
Riconoscimenti e tributi al suo operato
Con il suo impegno Eugenia Carfora ha trasmesso insegnamenti e valori, elevandosi a simbolo di una storia vera, che ha evidenziato una grande resistenza, dedizione e speranza, in un’epoca in cui la scuola è stata spesso data per scontata.
La sua storia è stata raccontata per la prima volta nel documentario di Domenico Iannacone “Come figli miei” (2018-2019), che ha colpito moltissimo il pubblico. Da qui è nata l’idea della miniserie Rai “La Preside“, in onda dal 12 gennaio 2026 su Rai 1 (in prima serata per 4 lunedì consecutivi), dove Luisa Ranieri interpreta il personaggio di Eugenia Liguori, liberamente ispirato proprio a lei.
La fiction, ideata da Luca Zingaretti e diretta da Luca Miniero, mescola fatti reali – come le visite porta a porta – con elementi di finzione, ma vuole trasmettere un messaggio forte: la scuola può salvare vite, anche nei posti più difficili. Eugenia stessa ha detto di essersi “vista allo specchio” guardando Luisa Ranieri, con la speranza che la serie convinca anche solo un ragazzo a tornare sui banchi di scuola.
Nel settore scolastico il suo esempio ha suscitato una significativa ammirazione, ed il suo operato ha ricevuto riconoscimenti importanti. Infatti nel 2012, la preside ha ricevuto l’insegna di Commendatore della Repubblica Italiana, per l’impegno nell’educazione dei giovani contro i clan camorristici. La Carfora si è distinta poi come “Miglior dirigente scolastica d’Italia 2020” (premio Your Edu Action). Nel 2025 ha ricevuto il Premio Minerva, come dirigente scolastico innovativo. Negli anni ha ricevuto diverse menzioni per il suo lavoro di riscatto educativo.
La vita privata di Eugenia Carfora
Dalle poche notizie note sul suo privato, si sa che è sposata, inoltre è madre di due figli maschi. Eugenia Carfora ha sempre dichiarato di aver dedicato quasi tutta la sua vita alla scuola, a volte a scapito della famiglia: “Ho fatto la ‘matta della Carfora’”.
Dove vive?
Eugenia Carfora vive a San Felice a Cancello (provincia di Caserta), il paese dove è nata e dove ha mantenuto le sue radici familiari. Originaria di questo comune vicino a Caivano (distano circa 10-15 km), qui ha sempre avuto la sua casa.
Dal 2023-2024 è stata anche consigliera comunale di opposizione proprio a San Felice a Cancello, con una lista civica chiamata “Speranza”, confermando che è il luogo dove risiede stabilmente.
Curiosità su Eugenia Carfora
– Il suo motto più famoso è: “Se io perdo un minuto, ho perso un ragazzo”; ma anche “Tutti a scuola!”.
– La preside ha partecipato a numerosi dibattiti nazionali su dispersione scolastica, aree fragili e legalità. Attraverso un lavoro instancabile ed una vera battaglia, ha dimostrato che, anche nei luoghi più difficili, la scuola può essere l’unica alternativa reale alla rassegnazione ed alla criminalità.
– La Canfora ha detto di non si considerarsi un simbolo, ma “solo un’operatrice che crede nel cambiamento”.
– Parlando della miniserie Rai “La Preside”, con Luisa Ranieri nel ruolo di Eugenia Liguori (personaggio liberamente ispirato a lei), Eugenia ha definito l’interpretazione “uno specchio”.