La storia e il significato del Rosh haShanah, il capodanno ebraico: ecco come si festeggia il primo dell’anno nel calendario ebraico, che nel 2020 cade il 18 settembre.

Il 18 settembre 2020 è il giorno del Rosh haShanah, il capodanno ebraico religioso, uno dei tre previsti nel calendario. Sarà il capodanno numero 5781 nella storia dell’ebraismo. Scopriamo insieme il suo significato, la sua storia e il modo in cui si festeggia.

Capodanno ebraico: il significato del Rosh haShanah

A proposito del Rosh haShanah (il cui significato è letteralmente ‘capo dell’anno), nel midrashim, il pensiero tradizionale ebraico, si racconta il motivo della sua definizione di ‘giorno del giudizio‘. Seduto sul proprio trono, in questo giorno Dio prende in esame ogni singola persona e decide se perdonarla o meno. La sua decisione verrà però ratificata solo nel giorno di Yom Kippur, ed è per questo che le due festività sono separate da dieci giorni, definiti tradizionalmente i dieci giorni penitenziali.

Capodanno ebraico

In questo periodo di tempo ogni ebreo deve analizzare il suo ultimo anno di vita per chiedere perdono delle trasgressioni compiute nei confronti dei precetti ebraici e nei confronti delle altre persone, per poter chiedere perdono non solo metaforicamente, ma anche materialmente a chi è stato danneggiato.

Come si festeggia il Capodanno ebraico

Come già il capodanno cinese, anche quello ebraico non cade mai nel primo giorno del calendario gregoriano. Per calcolare il giorno del Rosh haShanah si parte dalla prima data della Pasqua ebraica. Il Rosh haShanah arriva infatti a 162 giorni di distanza, purché non si svolga nei giorni della settimana compresi tra il giovedì e la domenica. In questo caso si posticipano i festeggiamenti, che durano due giorni, alla domenica sera.

Tra le tradizioni tipiche di questa festa c’è quella legata al tashlik. In questi giorni ogni persona è chiamata a recarsi vicino a un fiume o a un lago per gettare al suo interno un sasso, per simboleggare la volontà di gettare via gli sbagli commessi per diventare persone migliori.

Per quanto riguarda l’aspetto alimentare, invece, la cena del capodanno è ricca e prelibata, ma non è formata da piatti tipici da cucinare. Ci sono però alcuni alimenti che non possono mancare, come l’agnello, il pesce, le mele, i datteri e i fichi, il tutto arricchito da tanto miele. L’alimento forse più simbolico di questa festa è però il melograno, che rappresenta la prosperità e l’abbondanza.

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ultimo aggiornamento: 17-09-2020


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