Il caffè non aiuta nel lavoro: 4 buoni motivi per smettere di berlo

Smettere di bere caffè può migliorare le performance nel lavoro e nella vita. Vediamo perché e quali sono gli effetti collaterali della caffeina.

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Tutti noi quando ci sentiamo stanchi e abbiamo bisogno di energia per lavorare o studiare, beviamo un bel caffè per svegliarci. Peccato che in realtà, secondo recenti studi, la caffeina non migliori in nessun modo le performance.

In realtà, il consumo di caffeina inizialmente aiuta le performance, perché fa restare svegli e migliora l’umore, ma ben provoca crisi di astinenza e nervosismo. Vediamo meglio perché sarebbe meglio, quindi, non bere caffè.

Perché smettere di bere caffè

Secondo un recente studio della John Hopkins Medical School, di cui ha parlato l’Huffington Post, il miglioramento delle performance lavorative dato dalla caffeina è in realtà temporaneo e illusorio. Si tratta, infatti, di una sorta di inversione degli effetti dell’astinenza.

caffè

Gli scienziati, infatti, hanno scoperto che i benefici della caffeina sull’umore e sulla capacità d’attenzione non esisterebbero senza astinenza. In poche parole, una volta iniziato a bere caffè, quando si smette di farlo ci si sente stanchi, assonnati e irritabili. L’unico modo per tornare alla normalità è bere nuovamente caffè, innescando un circolo vizioso.

4 buoni motivi per smettere di bere caffè

Se non siete convinti, vi diamo almeno 4 buoni motivi per darci un taglio con la caffeina:

  • la caffeina innesca il rilascio di adrenalina, che provoca uno stato di sovreccitazione, rende irritabili e ansiosi;
  • la caffeina provoca insonnia, impedendo al cervello e al corpo di riposarsi. Non basta assumerla lontano dal momento di dormire, perché ha un periodo di dimezzamento di sei ore. Ciò vuol dire che per smaltirla completamente il corpo impiega 24 ore;
  • la caffeina può provocare mal di stomaco, nausea e diarrea;
  • la caffeina provoca dipendenza e l’astinenza può causare mal di testa, sonnolenza, spossatezza, mancanza di concentrazione, ansia e depressione.