Boom di ascolti per la serie tv 1992 anche se in molti criticano: “Troppe lacune”

Sesso, soldi e potere: è partita ieri sera la fiction Sky 1992, su Mani pulite e le vicende che portarono alla fine della Prima Repubblica.

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Chiesa intasca una mazzetta, gli inquirenti ascoltano tutto grazie a una microspia e irrompono nel suo ufficio. Così inizia la fiction 1992 targata Sky da un’idea di Stefano Accorsi, uno dei protagonisti della serie.

Ed infatti il 1992 fu proprio l’anno in cui nacque Tangentopoli e, nel giro di pochi mesi, un’intera classe politica crollò sotto i colpi della magistratura.

Al centro della serie tv ci sono sei persone comuni, la cui vita si intreccia con il terremoto politico, civile e sociale innescato dalla maxi inchiesta.

Si tratta di personaggi di fantasia si muovono in parallelo a quelli reali è che nelle prime due puntate andate in onda ieri sera hanno avuto un vero e proprio boom di ascolti.

Nelle prime due puntate trasmesse da Sky di 1992, vengono subito ben tratteggiati i protagonisti: Leonardo Notte (Stefano Accorsi), rampante pubblicitario esperto di marketing, che lavora per Publitalia e dalla vita sessuale molto attiva. Il secondo protagonista di 1992 è il poliziotto Luca Pastore (Domenico Diele), che entra a far parte del pool di Mani pulite proprio quando inizia l’inchiesta e che qualche tempo prima ha contratto il virus dell’hiv a causa di una trasfusione su cui non erano stati effettuati i dovuti accertamenti. Bibi Mainaghi (Tea Falco), figlia viziata di un imprenditore milanese colluso con la politica. Veronica Castello (Miriam Leone), bella showgirl disposta a ogni compromesso pur di sfondare in tv e Pietro Bosco, ex militare rientrato dall’Iraq, che inizia un’avventura politica militando nella nascente Lega Nord.

I pareri sono stati piuttosto unanimi: la fiction 1992 ha ritmo e gli attori sono bravi. Belle le musiche, tutte rigorosamente di quel periodo ed interessanti gli spezzoni dei tg dell’epoca.

Ma a chi non ha vissuto quel periodo è difficile che possa capire qualcosa solo guardando la fiction.

Del resto è vero: si tratta di una fiction e non di un documentario quindi inevitabilmente l’approfondimento storico manca.

In 1992 si capisce che si vuole andare a parare in una certa direzione ma su parecchi punti c’è molta superficialità e una grande banalizzazione della politica.

Sono solo le prime due puntate ed è probabile che, grazie ai personaggi di fantasia, la serie vivrà un crescendo di emozioni e colpi di scena.

Ma se qualcuno non sapesse cosa è stato il 1992 è meglio che si guardi un vero documentario piuttosto che la fiction.