Sul web stanno spopolando i blog erotici: eccone alcuni da non perdere assolutamente…

Un pizzico di fantasia, un po’ di erotismo, qualche chiacchiera e i blog erotici sono all’ordine del giorno. Va bene stuzzicare la propria mente e le proprie fantasie sessuali con alcuni libri erotici o qualche film hot, ma se iniziassimo a seguire sul web dei blog virtuali tutto potrebbe cambiare. Di blog, oramai, ce ne sono un’infinità, e non tutti sanno che non si parla solo di moda, di benessere o di politica sul web, ma anche di erotismo. Ed ecco, quindi, i blog erotici da seguire…

Blog erotici da seguire sul web

-Mysecretcase. Uno dei blog più seguiti è il “mysecretcase” in cui si parla di sex toys, di racconti erotici, di sessuologia ed è, ovviamente, possibile trovare molti consigli su come fare sesso nei migliori dei modi! In più, è possibile acquistare sex toys sia per l’uomo che per la donna. Un portale da cui sarà davvero difficile uscirne fuori…

10 ricette DETOX per rimetterti in forma

donna che legge
Fonte foto: https://pixabay.com/it/libro-rosso-prenota-ragazza-sesso-2400507/

-Ayzad. Un blog che parla di esploratori sessuali e di life coaching. Un ottimo luogo in cui rifugiarsi per poter scoprire nuovi punti di vista del sesso e numerosi consigli dell’esperto.

-Valentina Maran. Esistono le fashion blogger, le beauty blogger e le lifestyle blogger… Valentina Maran, invece, è una sex blogger di Milano e parla di sesso molto apertamente! Tratta argomenti sull’educazione sessuale, sulla vita di coppia e racconta anche storie erotiche.

-Le stanze di Madame. Uno dei blog più seguiti, “Le stanze di Madame” parla di sesso in tutte le sue sfumature: dalla seduzione lesbo alla doppia penetrazione, che sembrerebbe anche essere una pratica molto amata dalle donne… insomma, ce ne è un po’ per tutti e sarà impossibile non imparare qualcosa di nuovo da uno di questi blog!

Fonte foto: https://pixabay.com/it/libro-rosso-prenota-ragazza-sesso-2400507/


Stashing: quando il tuo partner nasconde la vostra relazione

Amore e Sindrome di Stoccolma: come riconoscerla