Bebe Vio su Rolling Stone: “Voglio adottare dei bambini e diventare presidente del CONI”

La straordinaria campionessa Bebe Vio torna a conquistarci con delle dichiarazioni rilasciate sulla rivista musicale Rolling Stone.


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La cover dell’ultimo numero di Rolling Stones è tutta per lei, Bebe Vio, la campionessa paralimpica e mondiale in carica di fioretto individuale diventata uno dei volti più amati dal pubblico italiano (ma anche internazionale). La Vio, che una forma pesantissima di meningite lasciò priva degli arti, si dimostra sempre una combattente, uno spirito allegro e – soprattutto – una grande anima.

BEBE VIO
BEBE VIO

Bebe Vio su Rolling Stone

La campionessa ha raccontato alla rivista quali sono i grandi desideri e obiettivi che intende realizzare nei prossimi anni:

“Vincere l’oro a Tokyo, sia individuale sia a squadre, vorrei creare il parapentathlon, andare ai Giochi nel 2024 e portare a Milano quelli 2028, facendo parte del comitato organizzativo. E sono seria quando dico che a ottobre 2028 voglio candidarmi come presidente del CONI e unire le federazioni olimpica e paralimpica, come già succede nella scherma. Dovrebbe essere così per tutti gli sport, Totti dovrebbe allenarsi ogni tanto con la nazionale calcio amputati.”

L’attuale presidente del CONI, Malagò, chiama già Bebe “presidente” e lei ci scherza su, raccomandandogli di scaldare la poltrona perché lei sta arrivando. E non finisce qui, perché Bebe vuole diventare anche capo di Sky Sport!

Adottare dei bambini

Bebe vuole diventare mamma e adottare dei bambini:

“So solo che vorrei adottare dei bambini, che ne so, uno nero, uno cinese, uno amputato. Mi piacciono i bambini, so quanto nella vita conti avere una famiglia che funziona bene e vorrei dare loro questa opportunità.”

Purtroppo, sui social, gli haters non mancano di rivolgerle insulti, ma Bebe si dimostra ancora una volta una persona di grande forza:

“Non mi faccio problemi. Nemmeno le patatine e la Nutella piacciono a tutti. Gli hater mi fanno capire quanto sono diventata una persona normale e non una persona con una disabilità, perché un disabile non l’offenderesti mai come offendono me. Poi, se uno mi insulta perché dico ‘vaccinatevi’, io purtroppo la cura per l’ignoranza non ce l’ho”.

Sei grande, Bebe!