L’angiosarcoma è tra i tumori rari, vediamo cosa c’è da sapere sui fattori di rischio, la diagnosi e le terapie a disposizione.

L’angiosarcoma rientra tra quelli che vengono definiti sarcomi dei tessuti molli, si tratta di tumori rari che comprendono almeno 50 diversi sottotipi. Nello specifico questa tipologia di tumori colpisce circa 5 persone su 100 mila e rappresenta solo una piccola percentuale dei tumori maligni, pari a circa l’1% del totale. Vediamo perché gli angiosarcomi hanno questo nome e cosa sono.

Cos’è l’angiosarcoma

Questo tipo di tumori viene chiamato angiosarcoma perché interessa i vasi sanguigni. Questo significa che potenzialmente questi sarcomi possono manifestarsi in qualsiasi parte del corpo. Si parla perciò di angiosarcoma cardiaco e di angiosarcoma cutaneo. In generale, però, tendono a interessare soprattutto delle zone del corpo che sono state sottoposte a radiazioni. Questo può succedere soprattutto per terapie per precedenti forme di tumore, un esempio è dato proprio dall’angiosarcoma della mammella. Questo tumore può essere secondario e manifestarsi quindi in seguito a trattamento con la radioterapia.

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A eccezione di questi casi, in cui si può riconoscere un certo fattore di rischio, dovuto proprio alla radioterapia, non si conoscono bene le cause degli angiosarcomi. Oltre ad essere molto rari, questi tumori, vengono purtroppo identificati quando sono già in uno stadio avanzato.

Angiosarcoma: sintomi e cure

In generale i sarcomi dei tessuti molli hanno sintomi generici e che dipendono anche dalla sede interessata. Per esempio quando è interessato l’addome ci può essere perdita di peso, stanchezza e riduzione dell’appetito. Quando, invece, interessa gli arti si possono anche vedere dei veri e propri rigonfiamenti nell’area interessata. La diagnosi si esegue con risonanze e tac, mentre per analizzare il tessuto è necessaria una biopsia, ed è molto importante eseguire gli screening nel caso di casi di possibile ereditarietà. C’è anche un’associazione con il retinoblastoma, un tumore dell’occhio che colpisce in età pediatrica ed è associato anche allo sviluppo di sarcomi.

Per la cura in genere la chirurgia è il trattamento usato come prima scelta e che serve a rimuovere il tessuto tumorale per ridurre il rischio di recidive. Il trattamento chirurgico, come sottolineato dall’Airc, può anche essere accompagnato da terapie chemioterapiche o radioterapiche. La prognosi dipende di caso in caso, dalla gravità e dalla posizione del tumore.

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Ultimo aggiornamento: 21-01-2022


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