“Alessia dalla A alla Z”: il coraggio di essere una donna cresciuta in Africa…

Essere donna non è semplice, dobbiamo porci un obiettivo e lottare per raggiungerlo… Come fare? Dobbiamo avere coraggio, come una folle corsa a cavallo.

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Non esistono le “tre regole d’oro per trovare il coraggio“, ma esiste porsi un obiettivo, qualsiasi esso sia e perseverare per raggiungerlo. Alleniamo la nostra mente ad affrontare e superare gli ostacoli, confrontiamoci con il nostro “Io”, quello più profondo. Parliamo alla nostra anima, cerchiamo emozioni, perché la vita è emozione. Spingiamoci al galoppo, quello più estremo, quello che a volte ti fa mancare il fiato. Io mi sono posta questo obiettivo con “Alessia dalla A alla Z“…

Abbiate il coraggio di provarci sempre. Siate anche folli, perseverate, spingete il vostro cuore a mille, come in una folle corsa con una cavalla argentina, su una polverosa strada africana.

Alessia la bambina cresciuta in Africa…

Faceva caldo in Africa, quel caldo umido, quello che ti travolge, quello che ti entra dentro nei polmoni assieme ai suoi profumi e ai suoi odori. Questa è l’Africa. Quella che mi porterò per sempre dentro. La mia anima, oggi, non sarebbe tale se non avessi vissuto in Africa. La mia straordinaria infanzia, l’essere stata bambina lì mi ha permesso di diventare oggi “Alessia dalla A alla Z”.

Io non giocavo nei cortili, non giravo in bicicletta per le strade di una periferia, ho avuto il privilegio di giocare a guardie e ladri o a cowboy con il cavallo: quello vero, però. Lei si chiamava Cioda, la mia splendida cavalla argentina, una bestia straordinaria. Un connubio di bellezza, forza, grinta, tutto in un essere meraviglioso. La mia Cioda che mi guardava con occhi carichi di amore, che ancor prima che io la montassi mi implorava di mettere giudizio e di non spingerla al galoppo estremo, come, invece, ero solita fare.

ALESSIA ZUPPICCHIATTI

Quel galoppo folle su quelle strade polverose, piene di buche. Quel galoppo dove io e Cioda diventavamo un tutt’uno, dove i nostri battiti si sincronizzavano e le nostre anime si univano. Ero piccola quando lanciavo la mia cavalla in quella folle corsa, avrò avuto 8 o 9 anni, ma quei momenti me li ricordo ancora. Erano attimi di gioia, follia, paura e coraggio, ed erano le stesse sensazioni che provo oggi.

La società vuole donne coraggiose!

Spesso, nelle mie sessioni di coaching, rivolgendomi alle donne, parlo di coraggio. Quello di affrontare la vita, di prendere decisioni importanti e di cambiare. Oggi ci vuole un coraggio infinito per essere madre e per essere donna. La società ne chiede tanto, vuole donne grintose, belle e determinate. Donne che sono mogli, compagne, amiche, mamme. Donne non dobbiamo mollare mai!