Sono oltre 200 le donne appartenenti al mondo della magistratura che vivono nascoste in Afghanistan. Lo hanno denunciato loro stesse alla Bbc in forma anonima.

Ora vivono nascoste, segregate, nel terrore, dopo aver condannato migliaia di stupratori. Stavano dalla parte del vero e del giusto, ma ora dovranno pagare per le loro azioni: perché il mondo si è ribaltato, e nel regno dei Talebani la giustizia è una colpa, e la verità è un peccato.

Oltre 220 donne che sono state cruciali nella difesa dei diritti femminili in Afghanistan hanno recapitato una lettera all’ente televisiva britannica Bbc, chiedendo di essere tutelate. Queste donne nel loro ruolo di giudici e magistrati hanno condannato centinaia di uomini per stupri, violenze e omicidi. Ma ora questi uomini sono liberi – i talebani li hanno liberati, aprendo loro le porte del mondo – e minacciano di ucciderle. “Ti farò quello che ho fatto a mia moglie,” ecco una delle esplicite minacce arrivate dagli ex condannati.

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Le giudici ora sono costrette a spostarsi in continuazione, vivono sotto una minaccia continua. Le loro abitazioni sono state perquisite dai talebani, i loro amici e parenti sottoposti a interrogatorio. Le stanno cercando, danno loro la caccia come il gatto con il topo.

Interpellato dalla Bbc il portavoce dei talebani avrebbe rassicurato le donne, invitandole a non avere paura. “Nessuno dovrebbe minacciarle,” ha dichiarato. Ma ovviamente delle sue parole non si fida nessuno.

Secondo la stima del Human Rights Watch oltre il 87% delle donne e delle ragazze subirà abusi in Afghanistan in seguito all’insediamento del governo talebano. Queste donne, queste giudici stanno assistendo alla fine, alla lenta disintegrazione del mondo paritario, equo e onesto che con il loro duro lavoro avevano creato. Ogni libertà conquistata si è loro rivoltata contro, in un mondo al contrario che sembra essere il peggiore dei mondi possibili.

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ultimo aggiornamento: 28-09-2021


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