Tutto su Gennaro Nunziante, “vero architetto” del fenomeno Checco Zalone: ha contribuito a costruire il personaggio cinematografico.
Gennaro Nunziante è un regista, sceneggiatore, montatore ed occasionalmente attore, noto soprattutto per il grande successo commerciale di numerose commedie, in particolare quelle con Checco Zalone. Ecco una panoramica sulla sua vita personale e professionale.
Chi è Gennaro Nunziante: biografia e carriera
Nato a Bari nel quartiere Libertà, il 30 ottobre 1963 (sotto il segno dello Scorpione) Gennaro Nunziante è cresciuto in un ambiente popolare: il padre era un tappezziere (poi ferroviere) e la madre casalinga. Da giovane ha frequentato attivamente l’oratorio salesiano, qui un prete appassionato di cinema lo avvicina al mondo dello spettacolo.
Attirato da questo mondo, ha intrapreso la gavetta nel cabaret, dapprima presso il locale “La dolce vita”, poi collaborando con un giornale satirico “Il Davanti”. Ma subito dopo, ha avuto modo di approdare nelle televisioni locali pugliesi (TeleBari, Telenorba ed Antenna Sud), dove si è destreggiato come autore, ideatore e talvolta regista di programmi.
Quest’esperienza gli ha permesso di affinare la scrittura comica e la regia, in particolare ha tratto beneficio dal lungo lavoro con il duo Toti e Tata. Di fatto, nel corso degli anni ’80, ha stretto una significativa collaborazione professionale con il duo comico formato da Emilio Solfrizzi ed Antonio Stornaiolo. Tra i lavori firmati con il duo, ci sono : Filomena Coza Depurada, Il Polpo, Teledurazzo, Extra TV, Melensa, Televiscion e Love Store. Ma Nunziante ha lavorato anche su altri show locali.
Inizia a farsi poi strada come sceneggiatore cinematografico, esordendo in diversi lungometraggi: “Liberate i pesci!” (2000, di Cristina Comencini, con Enzo Monteleone); “Il grande botto” (2000, di Leone Pompucci, dove ha anche recitato); “La febbre” (2005) e “Commediasexi” (2006) di Alessandro D’Alatri (di cui recita anche in “Casomai” nel 2002).
La sua attività da regista
Gennaro Nunziante ha esordito alla regia con “Cado dalle nubi” (2009), primo film con Checco Zalone alias Luca Medici, che aveva scoperto nelle tv locali. Il sodalizio tra i due è poi continuato con “Che bella giornata” (2011, record d’incassi dell’epoca), “Sole a catinelle” (2013) e “Quo vado?” (2016, uno dei più grandi successi del cinema italiano, con oltre 65 milioni di euro).
Successivamente, ha diretto: “Il vegetale” (2018) con Fabio Rovazzi; “Belli ciao” (2022) e “Come può uno scoglio” (2023) con Pio e Amedeo; “Io sono la fine del mondo” (2025) con Angelo Duro.
Il regista pugliese è tornato a collaborare con Checco Zalone in “Buen Camino” (2025), firmando regia, sceneggiatura e montaggio del film italiano con il maggior incasso di sempre. Nunziante ha curato anche il montaggio di diversi film, continuando a scrivere sceneggiature per altri registi, tra cui Luca Lucini.
Per il suo lavoro ha ricevuto varie candidature, tra cui al David di Donatello 2016 – per il David Giovani – per “Quo vado?“. Per lo stesso film ha ricevuto candidature ai Nastri d’argento per la migliore commedia, “Quo vado?” ha vinto un Nastro per il miglior produttore (Pietro Valsecchi), ma non per la regia o come migliore commedia.
Vita privata di Gennaro Nunziante
Nunziante è un professionista discreto, non ha condiviso molte notizie sulla sua vita personale nel corso di interviste. È sposato con Margherita, definita da lui stesso il pilastro della famiglia: “Sono un padre pessimo con Antonio, Rachele e Renato. È molto meglio mia moglie Margherita”. Non si hanno dettagli sui tre figli della coppia.
Nunziante si è descritto come un marito e padre di famiglia tradizionale, che privilegia la serenità domestica e la routine (pranzi, partite a calcetto) rispetto alla notorietà. Inoltre, ha dichiarato più volte che la famiglia viene prima di tutto e che il successo non deve intaccare la vita privata.
Dove vive?
Vive a Bari, città a cui è molto legato e da cui non si è mai allontanato stabilmente. Nunziante ha profonde radici nel capoluogo pugliese, ha scelto di rimanervi per mantenere uno stile di vita più “lento ed autentico”, lontano dai ritmi delle grandi città.
Si è scoperto che lui e Checco Zalone (Luca Medici) sono diventati vicini di casa a Bari (zona Madonnella/Corso Sonnino).
Curiosità su Gennaro Nunziante
– Gennaro Nunziante si inserisce tra i registi italiani più “commerciali” a partire dal 2009. Una fama legata alla capacità di trasformare talenti della comicità locale (Zalone, ma anche Fabio Rovazzi e Pio & Amedeo) in fenomeni nazionali. Ma il suo successo si deve anche a: incassi da record, mantenimento del legame con le radici baresi, comicità accessibile ed ottimista.
– È credente (cattolico), con una fede matura, arrivata in età adulta dopo un percorso personale di dolore e conversione. Nel corso di varie interviste con i media, ha dichiarato che il lieto fine è necessario perché “lo scopo della vita è la gioia”.
– L’oratorio salesiano ha avuto un ruolo importante nella sua formazione umana, un’influenza che ha trovato espressione nella visione ottimista di molte sue opere.
– La collaborazione con Checco Zalone rappresenta il fulcro della carriera cinematografica di Nunziante. Si tratta di un sodalizio che ha costruito commedie che mescolano: umorismo popolare, stereotipi regionali ed una critica sociale leggera, spesso sfociante nel politicamente scorretto. Nunziante ha curato la sceneggiatura ed il montaggio dei film, occupandosi in prima persona della costruzione narrativa e del ritmo comico.
– I film con Zalone hanno dominato il box office italiano per anni. “Quo vado?” e “Buen Camino” sono tra i più visti di sempre in Italia, e di conseguenza quelli che hanno fatto registrare record negli incassi.
– Gennaro Nunziante, con Checco Zalone, ha ricevuto il Tapiro d’Oro, da parte di Valerio Staffelli (“Striscia la Notizia”, 29 gennaio 2026) per il successo al botteghino di “Buen Camino”.
– I suoi lavori se da una parte hanno trovato il favore del pubblico, dall’altro si sono imbattuti in critiche da parte degli addetti al lavoro, che hanno riscontrato una sua mancanza di ambizione artistica. La critica più autorevole lo ha relegato nella categoria del “commerciale di qualità”, piuttosto che in quella d’autore. Un modello di successo che divide: amatissimo dal botteghino, molto meno dalla cinefilia tradizionale.
– Gennaro Nunziante non usa i social: è uno dei pochi registi di grande successo commerciale italiano che rimane sostanzialmente “offline”. Questa riservatezza è stata più volte sottolineata nelle interviste come parte del suo carattere.