7 Marzo: le Sante del Giorno sono Perpetua e Felicita

Due martiri del III secolo il cui ricordo è ancora vivido

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7 Marzo: le Sante del Giorno sono Perpetua e Felicita, giovani madri martirizzate per la loro professione di fede ai tempi delle persecuzioni dei cristiani.

Il terzo secolo: l’età più buia per i primi cristiani

Durante il terzo secolo dopo cristo si susseguirono diversi Imperatori che videro nella crescente diffusione del credo cristiano una forte minaccia per l’integrità dell’impero e della loro stessa figura di regnante. I Cristiani infatti, che si rifiutavano di offrire sacrifici sull’altare dedicato all’Imperatore, ne negavano di fatto la natura divina.
Per questo motivo durante le persecuzioni che si susseguirono per tutto il terzo secolo (la più famosa e sanguinosa delle quali fu quella di Diocleziano) i Cristiani che venivano arrestati e condotti davanti ai tribunali religiosi erano costretti ad abiurare la propria fede e a compiere sacrifici agli dei pagani.

Quasi tutti naturalmente rifiutavano, opponendo la propria religiosità a quella ufficiale dell’impero, e venivano messi a morte. I primi martiri venivano quindi costretti al combattimento con bestie feroci, venivano arsi vivi sul rogo o annegati, ma molto spesso un intervento divino salvava loro la vita. Non fu questo il caso di Perpetua e Felicita.

7 Marzo: le Sante del Giorno sono Perpetua e Felicita

Secondo quanto riportato da Tertulliano, Perpetua viveva a Cartagine: era una giovane sposa romana di appena 22 anni, da poco diventata madre. Fu tratta in arresto con l’accusa di essere cristiana assieme ad alcuni dei suoi servi, tra cui Felicita, incinta di diversi mesi.

Come di consueto Perpetua fu condotta davanti al tribunale e le fu ordinato di abiurare la propria fede, ma né lei né i suoi servi accettarono di farlo. Suo padre la raggiunse in prigione corrompendo i carcerieri e si prostrò ai suoi piedi implorandole di rinunciare al proprio credo e sopravvivere per non arrecare onta alla famiglia e per allevare suo figlio.

Perpetua rifiutò categoricamente e scrisse delle lunghe memorie nelle quali raccontò sia delle visite di suo padre sia delle visioni di salvezza con le quali Dio la benediva. Lei e i suoi servi furono condannati a venire sbranati dalle bestie feroci in occasione dei giochi per il compleanno del figlio dell’Imperatore. Felicita diede alla luce la bambina pochi giorni prima del martirio, quindi fu condotta al martirio assieme agli altri.

I cristiani furono prima flagellati, quindi aggrediti dalle belve. Lo spettacolo fu tanto commovente che il popolo romano, riconosciute le due fanciulle, chiese che venissero finite con la spada, per porre fine al loro dolore.

Secondo una tesi piuttosto accreditata, Perpetua e Felicita sono due personaggi di fantasia, creati per rafforzare la fede dei primi cristiani durante i primi secoli dopo la morte di Cristo. Questa ipotesi è corroborata dal fatto che i nomi delle due donne, accostati, significano in latino “eterna letizia”.