Cosa emerge dalle cartelle cliniche di Vittorio Sgarbi: la figlia Evelina parla di malattie croniche e svela la sua paura.
Dopo le ultime dichiarazioni a La Volta Buona, Evelina Sgarbi è tornata a parlare delle condizioni di salute del padre Vittorio Sgarbi. In un’intervista concessa al giornalista Gabriele Parpiglia, ha rivelato alcuni dettagli che sarebbero emersi dalle cartelle cliniche del critico d’arte, facendo riferimento alla presenza di malattie croniche. Ecco cosa ha rivelato e la sua più grande paura.
Cosa emerge dalle cartelle cliniche di Vittorio Sgarbi
A preoccupare Evelina Sgarbi sarebbero soprattutto alcune informazioni contenute nelle cartelle cliniche del padre. Secondo quanto dichiarato nell’intervista a Gabriele Parpiglia, infatti, sarebbero presenti riferimenti a malattie croniche di natura neurologica e cardiaca.
“Dalle cartelle emergono patologie croniche neurologiche e cardiache: l’ho detto pubblicamente il 15 agosto e lo ripeto qui. I periti a cui mi sono rivolta mi hanno detto che serve subito un approfondimento specialistico, cardiologico, emodinamico e neurologico. Non uno psicologo“, ha dichiarato.
Le malattie croniche e la paura di Evelina Sgarbi
Evelina Sgarbi non ritiene sufficienti le rassicurazioni ricevute fino a questo momento sulle condizioni del padre: “Non mi basta la versione che sento ripetere, cioè che mio padre sta bene e che può gestirsi serenamente. Io vorrei solo che qualcuno lo dimostrasse con degli esami. Tutto qui“.
La sua principale paura riguarda infatti le possibili conseguenze delle condizioni di salute del padre Vittorio Sgarbi: “Che muoia (…). E invece lui continua a lavorare, in giro, con quaranta gradi. Ho paura per lui, punto“.
La distanza tra padre e figlia rende la vicenda ancora più delicata. L’ultimo incontro risale all’udienza del 28 ottobre: “Non era più lui: è come un nonno molto anziano che non sa più fare quello che una volta faceva benissimo. Nei pochi video che circolano non porta più i suoi occhiali, non ha con sé il suo telefono. Partecipa agli eventi, ma è come se non ci fosse“.
