L’Istituto superiore di sanità ha pubblicato le faq sulle varianti Covid: monitoraggio, test, vaccini e protezioni, ecco cosa bisogna sapere.

Le varianti Covid preoccupano il Comitato tecnico scientifico e l’Italia intera. Nonostante le misure di contenimento siano state alleggerite nella seconda settimana di febbraio, secondo gli esperti è proprio la diffusione delle varianti che potrebbe portare il nostro paese verso la terza ondata. Per cercare di rendere più chiara la situazione, l’Istituto superiore di sanità ha pubblicato le faq con le domande più frequenti e le relative risposte. Ecco tutto quello che bisogna sapere sulle varianti del Coronavirus, dall’inglese alla brasiliana.

Varianti Covid: monitoraggio e test

Si parte dal monitoraggio. Sul sito dell’Iss si legge che l’analisi delle varianti viene effettuata dai laboratori delle singole regioni. Sono state stabilite anche delle priorità nell’individuazione delle mutazioni, tra cui il contagio di individui vaccinati, la risposta dei contesti ad alto rischio, la reinfezione di pazienti guariti e così via.

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Tampone coronavirus
Tampone coronavirus

Ma quali sono i test utilizzati per capire se un’infenzione è determinata dal ceppo originario di Sars-Cov2 o da una variante? La risposta dell’Iss è che non bastano i tamponi molecolari comuni a stabilirlo, e tanto meno i test antigenici rapidi. Serve invece un test specifico altamente specialistico, denominato sequenziamento, attraverso il quale si determina la composizione esatta del genoma del virus.

Vaccini e protezioni individuali: bastano contro le varianti Covid?

Un’altra delle domande più frequenti riguarda i vaccini attualmente disponibili. Sono in grado di garantire la protezione anche dalle varianti? Le ultime notizie sembrano contrastanti. A quanto pare il vaccino AstraZeneca, già sconsigliato ad alcune fasce di popolazione, non sarebbe in grado di proteggere dalla variante sudafricana, ma ci riuscirebbe con quella inglese.

Coronavirus Vaccino
Coronavirus Vaccino

Spiega al riguardo l’Istituto superiore di sanità: “I vaccini sembrano essere pienamente efficaci sulla variante inglese, mentre per quella sudafricana e quella brasiliana potrebbe esserci una diminuzione nell’efficacia“. Per quanto riguarda i farmaci in uso non ci sono invece ancora evidenze definitive né in un senso né in un altro.

Donna e bambino con mascherina
Donna e bambino con mascherina

E si arriva quindi alle misure di protezione individuali. Restano al momento invariate le preucazioni consigliate dall’Iss. Bisogna continuare a utilizzare le mascherine, a praticare il distanziamento sociale e una corretta e frequente igiene delle mani. Si raccomanda inoltre prudenza e stretta adesione a tali misure, per evitare di venire in contatto con le varianti.

Varianti Covid più pericolose: quali preoccupano di più?

In conclusione, l’Iss ha anche provato a dare risposta su quale delle tre varianti finora rinvenute sia effettivamente più pericolosa o temibile. Si legge nelle faq pubblicate sul sito ufficiale dell’Istituto che la variante inglese e quella brasiliana sono caratterizzate da una trasmissibilità più elevata. Quella sudafricana invece da una trasmissibilità più elevata ma anche da un maggior numero di reinfezioni in soggetti già guariti. Questo non vuol dire che una sia più pericolosa dell’altra: “In tutti e tre i casi il virus presenta delle mutazioni sulla cosiddetta proteina ‘spike’, che è quella con cui il virus ‘si attacca’ alla cellula“. In sostanza nessuna è da temere più delle altre ma tutte devono destare la giusta preoccupazione.

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ultimo aggiornamento: 08-02-2021


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