Valeria Marini: dopo il crac Maxwork, grossi guai con la giustizia per…

L’ex marito di Valeria Marini, l’imprenditore Giovanni Cottone è stato arrestato dopo il crac Maxwork propio la sera in cui la showgirl iniziava il GF Vip

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Giovanni Cottone, l’imprenditore ex marito di Valeria Marini, è stato arrestato e si trova agli arresti domiciliari. Pare che sia l’uomo che ha portato Gigi D’Alessio sul lastrico per via della sfortunata vicenda dell’acquisizione del marchio Lambretta. L’inchiesta della Guardia di Finanza di Bergamo e coordinata dalla Procura, è stata condotta in merito al crac di Maxwork. “Tra gli 8 indagati c’è l’ex questore della città, Fortunato Finolli. Le accuse a vario titolo sono bancarotta, truffa aggravata, peculato e reati tributari e bancari”, scrive l’Ansa.

Curiosamente, la sera dell’arresto, Valeria Marini è entrata nella casa del Grande Fratello Vip

Ansa riporta ancora: “E’ stata realizzata producendo documentazione fittizia volta a comprovare dei versamenti in realtà mai effettuati”.

Era il 2012 quando Valeria Marini sposava Giovanni Cottone con un matrimonio in diretta tv. Molti però ricorderanno che il matrimonio ha avuto un esito infelice.

“Credo che lui mi abbia sposata per la mia popolarità. Mi ha puntata e mi ha avuta. Io ero un perfetto biglietto da visita. Era attentissimo, premuroso come nessun altro. Dal giorno dopo il matrimonio, invece, si è mostrato un altro uomo, mi ha tolto il sorriso.

Sono stata ingannata perché ho creduto in un amore che si è rivelato un equivoco. Sapevo che il mio ex marito era stato già sposato civilmente e che aveva un figlio, ma non ero assolutamente a conoscenza di un matrimonio ancora precedente, celebrato in chiesa e dal quale erano nati i suoi primi due figli.

Ho scoperto la verità attraverso una lettera anonima. È riuscito a nascondermi una famiglia, due figli. Non ha tradito solo me e tutto ciò in cui credo, ma ha mentito davanti a Dio”, aveva detto la showgirl durante un’intervista.

In merito al crac Maxwork, Cottone, pare convinse il cantante e suo testimone di nozze ad investire nell’affare Lambretta, cercando di riportare in Italia il celebre marchio.

D’Alessio però raccontò: “Cottone mi aveva nascosto alcuni ostacoli del business. Non mi aveva riferito che il marchio Lambretta, di proprietà di un’azienda indiana, era già stato venduto agli olandesi e che lui era in causa con questi ultimi”.