Le medaglie delle Olimpiadi di Tokyo 2020 sono state realizzate con smartphone riciclati. Scopriamo com’è nata l’iniziativa e si è arrivati ad ottenere le medaglie.

Anche le medaglie delle Olimpiadi sono state all’insegna dell’eco sostenibilità. Una scelta ripetuta in più fasi per questa Tokyo 2020 che, tra le altre cose, sarà ricordata per i letti in cartone rigido, le le uniformi dei teodofori realizzate con lattine riciclate e, non ultime, le medaglie ottenute dal riciclo di smartphone usati.
Un’idea nata dalla Tokyo Medal Project che già nel 2017 aveva iniziato a chiedere ai giapponesi di donare i propri dispositivi obsoleti. E tutto per arrivare alle medaglie di queste Olimpiadi.

Come sono state realizzate le medaglie delle Olimpiadi

Non tutti lo sanno ma tablet e smartphone, così come altri dispositivi elettronici, contengono al loro interno piccolissimi parti in oro, argento ed altri metalli.

Logo Olimpiadi
Logo Olimpiadi

Da qui è nata quindi l’idea di raccogliere oggetti ormai obosleti e non più in uso per realizzare delle medaglie interamente riciclate.
Un’idea che aveva già visto la luce alle Olimpiadi di Vancouver dove, però, le medaglie erano state riciclate solo per il 30%.

Per ottenere lo strabiliante risultato di Tokyo 2020 (ovvero delle medaglie riciclate al 100%), si è infatti dovuti partire molto tempo prima e, più precisamente, nel 2017. Da allora i giapponesi hanno contribuito alla campagna facendo otenere ben 80 tonnellate di materiale elettronico. Un vero e proprio lavoro di squadra al quale hanno partecipato scuole, esercizi commerciali e Ntt Docomo, importante operatore telefonico del paese.

Da ciò si è arrivati a 32 kg d’oro, 3500 kg di argento e 2200 kg di bronzo. Metalli da cui sono poi nate le 5mila medaglie destinate agli atleti. Un modo per dimostrare come la buona organizzazione sia in grado di portare a traguardi altrimenti impossibili e che ora gli organizzatori del progetto si agurano non resti un caso isolato.

Chi è ildesigner delle particolari medaglie nate dagli smartphone

Ad occuparsi della progettazione delle medaglie olimpiche è stato Junichi Kawashimi. Un designer che si è imposto su altri 399 vincendo un concorso creato appositamente per queste Olimpiadi e diventando così la firma dietro le medaglie.

Una firma alla quale si unisce quella di tutto il Giappone e di chiunque ha preso parte a questo importante progetto che oggi più che mai dimostra come l’unione di intenti ed il buon lavoro di squadra siano in grado di fare la differenza.

TAG:
Olimpiadi

ultimo aggiornamento: 03-08-2021


Chi è e cosa fa un mental coach

Pop It: cos’è il nuovo gioco antistress per bambini che sta andando a ruba