Ticket welfare: la baby sitter la paga il datore di lavoro

Avere un bambino e un lavoro con i ticket welfare sarà più semplice perchè la baby sitter e altre spese casalinghe dovrà sostenerle il datore di lavoro

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Avere un lavoro che permette orari flessibili o che fa guadagnare abbastanza da permettersi una baby sitter, non è cosa facile per tutti, soprattutto per le mamma con bambini piccoli, che vogliono, o devono, costruirsi una carriera. La buona notizia è che sono in arrivo dei ticket welfare, che sono una sorta di voucher da utilizzare come si utilizzano dei buoni pasto. Secondo quanto dice l’ultima legge di Stabilità, la pulizia dei denti, la baby sitter e la badante, saranno tutte spese che dovranno essere sostenute dal datore di lavoro tramite questi voucher chiamati ticket welfare.  Sostanzialmente, con questa legge, il premio di produttività sarà detassato sia per l’azienda, sia per il dipendente se pagato tramite questi ticket, per un massimo di 2500 euro netti che, se si volessero ricevere in contanti, saranno tassati del 10%.

Idea già esistente

L’idea è una novità in Italia, ma non all’estero dove i ticket welfare sono già una realtà da diversi anni, agevolando la vita delle mamme.

In Francia, Gran Bretagna e Belgio, infatti, i voucher per la baby sitter esistono dal 2005 e hanno aiutato molte famiglie desiderose di avere dei figli ma di non dover rinunciare al lavoro, e han no anche creato nuovi posti di lavoro per tate e badanti in regola.

I ticket welfare però, potranno essere utilizzati solo nelle realtà convenzionate con il proprio datore di lavoro o la propria azienda.

Non resta che attendere il decreto attuativo che renderà possibile tutto ciò a partire dal prossimo autunno. Avere dei figli non deve più essere una scelta che impedisce di sognare anche una bella carriera: se tutto ciò avverrà, per le donne sarà sempre più facile riuscire a ottenere posizioni di potere e soprattutto a mantenere al meglio un lavoro che già hanno.

Mary Poppins
Fonte: Youtube