Tessuti naturali ed ecologici: è la nuova strada della moda

Anche il settore moda e l’industria tessile si fanno sempre più sostenibili ed attenti al rispetto dell’ambiente

Per i consumatori sempre più esigenti la scelta dei tessuti naturali ed ecologici è importante per ridurre l’inquinamento e per prestare la massima attenzione alla salute umana. Quali sono i benefici derivanti per le generazioni future? Scopriamolo in questa guida dedicata: ecco i dettagli utili riguardanti l’elenco dei materiali più sostenibili (cotone, lino, canapa, caucciù e ramié).

Industria tessile e abbigliamento: quale impatto ambientale hanno i processi produttivi?

Il settore del tessile e dell’abbigliamento moda è uno dei maggiori consumatori di acqua a livello globale ed incide, purtroppo, per circa un decimo sul totale delle emissioni di gas serra presenti nell’atmosfera. Nonostante il suo ruolo prioritario e di “volano” per la nostra economia nazionale, il settore tessile è oggetto di forte attenzione da parte degli addetti e dei consumatori finali riguardo la sostenibilità delle diverse fasi che costituiscono la sua filiera.

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Fonte foto: https://pixabay.com/it/blu-tessile-sfondo-da-vicino-791135/

Dal punto di vista squisitamente “green” le produzioni industriali di tessuti sono caratterizzate da processi notevolmente impattanti in termini di consumo di risorse naturali, di energia elettrica e di utilizzo di prodotti chimici, con inevitabile conseguenza di cagionare inquinamento e danni all’ecosistema naturale. L’industria dei tessuti e della moda è la sesta attività produttiva che più incide sulle emissioni di gas serra – circa il 10% delle emissioni globali. Per questo è diventato fondamentale sensibilizzare tutti gli addetti alla filiera sull’importanza di scegliere fibre e tessuti naturali ed ecologici in grado di ridurre l’impatto dei processi volti a produrre capi d’abbigliamento.

Settore tessile: cosa significa essere un’impresa ecosostenibili?

Negli ultimi anni, una sempre maggiore attenzione è stata posta verso i temi della sostenibilità ambientale che ha spinto sempre di più il comparto tessile e dell’abbigliamento a prestare la massima attenzione all’utilizzo di sostanze chimiche sui prodotti ed ai processi produttivi che comportano uno spreco di risorse naturali ed incidono in modo determinante sui costi dell’energia, sull’inquinamento dell’aria e dell’acqua.

Cosa significa essere un’impresa ecosostenibile? Significa assumere scelte consapevoli volte a contenere le materie prime usate, adottare le modalità con cui vengono lavorate ed impegnarsi ad eliminare l’utilizzo di sostanze pericolose o a limitarne la concentrazione.

Quali sono le fibre ecosostenibili?

La maggior parte tessuti impiegati per le collezioni High by Claire Campbell, visionabili su high-everydaycouture.com, sono naturali ed ecologici: vediamo quali sono e come possono essere classificati. Una delle classificazioni più utilizzate suddivide i tessuti in naturali derivati da fibre organiche o di origine animale da quelli chimici o tecnofibre, fibre create dall’uomo attraverso reazioni chimiche.

Tra i tessuti naturali ed ecologici appartengono il cotone, la canapa tessile, la lana, il lino, la seta, il caucciù ed il ramié, una fibra vegetale usata da migliaia di anni nell’Oriente. Oggi il ramié è stato rivalutato anche in Occidente e viene impiegato dalle case di moda sempre più attente all’ecosostenibilità ambientale. La sua lavorazione è piuttosto costosa per l’estrazione della filaccia.

Tra i tessuti di origine chimica rinveniamo tessuti sintetici come il rayon e l’acetato, realizzati partendo dalla cellulosa degli alberi e il nylon e il poliestere, ottenuti da materiali fossili.

Fonte foto: https://pixabay.com/it/blu-tessile-sfondo-da-vicino-791135/

ultimo aggiornamento: 17-07-2018

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