Silvia Provvedi: la prima notte con Corona dopo la scarcerazione…

In un’intervista a Chi, Silvia Provvedi racconta la prima notte con Fabrizio Corona una volta uscito dal carcere, e l’abbandono del re dei paparazzi da parte degli amici…

Dopo 16 mesi Silvia Provvedi ha potuto riabbracciare Fabrizio Corona, che ha ottenuto l’affidamento ai servizi sociali. La cantante è andato a prenderlo all’uscita da San Vittore insieme a sua sorella e a un amico del re dei paparazzi. Stando a quando affermato dalla Provvedi, uno dei pochi amici che gli siano rimasti: “Questa volta, quando Fabrizio è stato scarcerato, eravamo io, mia sorella Giulia, i fotografi e un suo amico. E gli altri amici? Tutti primi al traguardo del suo cuore, ma soltanto a parole.

La cantante si è lasciata andare anche ai particolari intimi sulla loro storia e la loro prima notte insieme dopo la scarcerazione: “Non chiedetevi se abbiamo fatto l’amore perché è stato come la prima volta“.

Silvia Provvedi e Fabrizio Corona: innamorati come il primo giorno

“Le nozze? Per ora sistemiamo casa, magari la allarghiamo. La famiglia vi starete chiedendo? Vedremo”, ha raccontato la cantante alle pagine del settimanale di Alfonso Signorini.

Silvia Provvedi e Fabrizio Corona
Silvia Provvedi e Fabrizio Corona

Dal carcere di San Vittore si vociferava che il re dei paparazzi fosse pronto a sposare la sua compagna, che, sempre fedele, l’ha atteso fuori dal carcere. In questi mesi Silvia Provvedi avrebbe fatto anche visita alla madre di Fabrizio Corona, e al figlio che il fotografo ha avuto dalla sua ex, Nina Moric.

Fabrizio Corona e i servizi sociali

D’ora in avanti Corona si dovrà dedicare ai servizi sociali, ma i due potranno comunque fare dei progetti di vita insieme: “Da dove ricomincia Fabrizio? Da alcune privazioni, da altre soddisfazioni. Niente interviste, niente social, niente “mondanità”, niente ristoranti. Per lui si sono spalancate le porte di un centro di recupero: la comunità Alba di Bacco. All’interno dell’istituto, dove trascorrerà parte della sua giornata, potrà dedicare tre ore alla sua attività professionale, cioè potrà lavorare. Invece, due volte alla settimana farà visita allo Smi, l’istituto che cura chi soffre di dipendenze”.

ultimo aggiornamento: 28-02-2018

Alice Antonucci

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