Se domani non torno, dedicato a Giulia Cecchettin, arriva nelle sale cinematografiche: quali sono le differenze tra il film e la realtà.
Il femminicidio di Giulia Cecchettin, uccisa dall’ex fidanzato Filippo Turetta nel novembre 2023, arriva sul grande schermo con Se domani non torno, titolo tratto dalla celebre poesia di Cristina Torres Cáceres. Un film che non si concentra sulla cronaca, ma che va oltre, accendendo i riflettori sul dolore di una famiglia e sulla necessità di un cambiamento culturale. Vediamo quali differenze ci sono tra la pellicola e la realtà.
Se domani non torno: il film su Giulia Cecchettin
Diretto da Paola Randi, Se domani non torno arriva nelle sale cinematografiche il 5 novembre 2026. Il film è liberamente ispirato a Cara Giulia. Quello che ho imparato da mia figlia, il libro scritto da Gino Cecchettin insieme a Marco Franzoso.
Nel cast troviamo Filippo Timi nei panni di Gino, Sabrina Martina in quelli di Giulia, Tecla Bossi nel ruolo della sorella Elena e Tommaso Allione in quello del fratello Davide.
La storia comincia con la scomparsa di Giulia, a pochi giorni dalla laurea, e segue lo smarrimento dei familiari, fino alla trasformazione del dolore privato in un impegno contro la violenza sulle donne. Il titolo riprende i versi della poesia di Cristina Torres Cáceres, diventati un simbolo della lotta contro il femminicidio.
Dalla cronaca al cinema: le differenze tra il film e la realtà
Se domani non torno, come sottolineato dalla regista e dallo stesso Gino Cecchettin, non racconta solo il femminicidio di Giulia, ma i suoi 22 anni di vita. Un’esistenza colorata, vitale e con tanti sogni da realizzare, una narrazione che le restituisce un’identità che va oltre la tragedia che ha colpito lei e la sua famiglia.
Di conseguenza, a differenziare il film dalla realtà è solo il punto di vista. Se il suo femminicidio è stato al centro di indagini, processi e di una forte attenzione mediatica, la pellicola non è una ricostruzione giudiziaria dettagliata. Al centro, oltre a Giulia, ci sono Gino, Elena e Davide, che raccontano come affrontano l’assenza, il dolore e la perdita e come cercano di trasformare la sofferenza in consapevolezza.
Giulia è presente nella storia in tanti modi: nei ricordi, negli oggetti e nei momenti condivisi con la famiglia. Tutto reale, quindi, nessuna finzione, se non alcuni adattamenti nei dialoghi, necessari per la trasposizione cinematografica.
