Ritrovato a Lecco in una collezione privata un disegno attribuibile a Leonardo da Vinci, ecco la scoperta del “vero Salvator mundi”.

L’Internetional Committee Leonardo da Vinci ha annunciato il ritrovamento di un disegno attribuibile a Leonardo da Vinci. Ma non è tutto, perché il bozzetto in questione sarebbe in realtà il vero Salvator mundi dell’artista. Se questa scoperta fosse accertata, infatti, si potrebbe arrivare anche a smentire la paternità di da Vinci riguardo al Salvator mundi, il quadro che era stato venduto per una cifra da record (450 milioni di dollari) nel mese di novembre del 2017. Vediamo chi è stato a rinvenire il bozzetto e cosa si conosce finora.

Salvator mundi: a scoprire il disegno una ricercatrice italiana

La scoperta e l’attribuzione del bozzetto, un disegno a sanguigna che raffigura il volto di Cristo, è avvenuta per merito di Annalisa Di Maria. La ricercatrice e studiosa che opera in ambito internazionale, fa parte del Comitato di esperti di arte e letteratura del Centro per l’Unesco di Firenze.

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Statua Leonardo Da Vinci
Statua Leonardo Da Vinci

Il disegno in questione è stato di recente rinvenuto come parte di una collezione privata e si trovava a Lecco. Come abbiamo già anticipato si tratta di un bozzetto e, similmente a quanto accaduto con diversi altri studi dell’artista, potrebbe non essere mai stato completato. Secondo Di Maria, infatti, ci sono dei segni chiari e riconoscibili che richiamano lo stile di Leonardo da Vinci. Vediamo cosa è emerso dalle analisi eseguite finora.

Il bozzetto ritrovato è davvero di Leonardo da Vinci?

Ad avvalorare l’attribuzione dell’opera c’è uno studio (di più di 60 pagine) condotto sul disegno ritrovato. Lo studio sarà presentato quando ci saranno le condizioni favorevoli alla riapertura delle conferenze. Le analisi eseguite dopo il ritrovamento hanno permesso di determinare la datazione del bozzetto.

Dagli esami effettuati e attraverso i dati raccolti è emerso che il foglio utilizzato per il disegno è attribuibile al periodo del XVI secolo. Inoltre, ci sono altri elementi che fanno pensare che l’opera sia proprio quella del Maestro, uno fra tutti la posizione del volto: di tre quarti, così come la maggioranza dei soggetti raffigurati da Leonardo.


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