L’architetto Renzo Piano ha fatto un commovente discorso all’inaugurazione del nuovo ponte di Genova, sostitutivo del Ponte Morandi.

L’inaugurazione del nuovo ponte a Genova, avvenuta il 4 agosto, è stata aperta da un discorso dell’architetto Renzo Piano che ha voluto ricordare il terribile incidente del Ponte Morandi (in cui hanno perso la vita 43 persone, mentre 566 sono rimaste senza casa). Piano ha menzionato più volte la tragedia e ha rivelato come lui avrebbe sognato questo nuovo ponte, il ponte San Giorgio:

“Dovrò cercare le parole, perché questo ponte è il figlio di una tragedia, di un lutto. Ma i lutti non si dimenticano, si elaborano, si metabolizzano, restano imprigionati nelle nostre coscienze. (…) Ho pensato a un ponte che attraversasse la valle silenzioso, quasi come un vascello bianco che attraversa il mare“, ha affermato Renzo Piano nel suo discorso d’inaugurazione (come riporta da Genova24.it).

Renzo Piano
Renzo Piano

Renzo Piano: il nuovo ponte a Genova

L’inaugurazione del nuovo ponte a Genova è senza dubbio avvenuta in un clima difficile, teso, commosso: il ponte San Giorgio è – come detto da Renzo Piano – “figlio” di una tragedia (è stato costruito dopo il crollo del ponte Morandi, avvenuto il 14 agosto del 2018) e in più in piena emergenza Coronavirus – e per rispetto delle vittime – l’inaugurazione non è stata di certo festosa.

Renzo Piano, con il suo discorso commovente, ha ricordato più volte la tragedia che ha colpito Genova 2 anni fa: “Io auguro a questo ponte di essere amato, adottato, non è facile essere erede di una tragedia. E credo che sara’ amato, perché è semplice e forte come questa città. Vorrei che questo ponte fosse visto di ferro e aria, costruito in acciaio e forgiato nel vento. Tutto qua, adesso il ponte è vostro. Lunga vita al ponte San Giorgio“, ha dichiarato.

Le famiglie delle vittime e il dietrofront di Amadeus

Nei mesi scorsi Amadeus aveva annunciato – in diretta social con l’amico Fiorello – che avrebbe “condotto” l’inaugurazione del ponte di Genova, ma sembra che i dirigenti TV abbiano deciso di fare dietrofront su questa eventualità anche per via delle proteste con cui le famiglie delle vittime avevano accolto la notizia. La rappresentate del comitato delle famiglie delle vittime, Egle Possetti, aveva dichiarato all’Ansa:

“Non si permettano di nominare neanche i nostri cari durante la cerimonia perché non possiamo farli diventare un ninnolo alla festa, il loro ricordo troverà spazio il 14 agosto, quando, lontano da passerelle politiche, potranno avere il giusto rispetto che meritano”. 

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ultimo aggiornamento: 04-08-2020


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